Ndoye-Napoli, affare saltato: il perché della scelta per il Nottingham Forest
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Redazione Sport
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La trattativa che avrebbe potuto portare Dan Ndoye a vestire la maglia del Napoli si è risolta, dopo settimane di trattative, in un clamoroso dietrofront. Il 24enne attaccante svizzero, che il club partenopeo corteggiava da tempo, ha preferito accettare la proposta del Nottingham Forest, approdando così in Premier League. Una scelta che, stando a quanto riportato da Tuttosport, sarebbe maturata nonostante l’ultimo tentativo del Napoli, avanzato venerdì scorso, per convincere il giocatore e il Bologna a chiudere l’affare.
Fabrizio Biasin, giornalista di Libero, ha commentato la mancata operazione con una punta di ironia: *"Il Napoli ha perso Ndoye, finito in Premier per 40 cucuzze + bonus"*, sottolineando come, nonostante le qualità del calciatore, la valutazione economica richiesta – vicina ai 50 milioni – possa apparire eccessiva. "Accontentare il proprio tecnico è una missione che De Laurentiis sta portando avanti molto bene", ha aggiunto, lasciando però intendere che, in alternativa, il club potrebbe comunque puntare su un profilo di alto livello, come quello di Federico Chiesa.
La dinamica dell’operazione, tuttavia, non è stata priva di aspetti controversi. Gerardo Casucci, nel suo Pizzino, ha definito la vicenda "comica, grottesca e, sotto certi versi, vergognosa", riferendosi alla rapidità con cui il Bologna avrebbe preferito chiudere con il Nottingham Forest, accettando un’offerta da 42 milioni più il 20% su una futura rivendita. Una scelta che, di fatto, ha scavalcato le intenzioni del Napoli, portando nelle casse emiliane un totale di circa 49 milioni.
Alfredo Pedullà, da parte sua, ha espresso soddisfazione per la prudenza mostrata dal club azzurro: "Mi fa piacere che il Napoli non si sia svenato per Ndoye", ha dichiarato a Sportitalia, evidenziando come la cifra richiesta – tra bonus e percentuali – fosse eccessiva per un giocatore che, pur dotato di ottime prospettive, non giustificava un investimento così ingente. "Il Nottingham, come molti inglesi, è abituato ad aggiungere come se fossero noccioline", ha concluso, sottolineando una differenza di approccio tra i club italiani e quelli della Premier.




