Amazon taglia 14.000 posti, Jassy: "Non è colpa dell'IA, è la nostra cultura"
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Redazione Economia
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Nonostante i risultati finanziari del terzo trimestre, che hanno confermato una performance solida in tutti i suoi principali business, Amazon ha annunciato una ristrutturazione che comporterà l'eliminazione di circa 14.000 ruoli corporate a livello globale. La decisione, arrivata in un momento di apparente salute economica, ha inevitabilmente sollevato interrogativi sulle sue motivazioni profonde, specialmente alla luce degli ingenti investimenti che la multinazionale sta destinando allo sviluppo e all'implementazione dell'intelligenza artificiale. Andy Jassy, amministratore delegato della compagnia, ha però fornito durante una conference call con gli analisti una spiegazione che esula sia dalle logiche di bilancio, sia da una diretta correlazione con l'automazione tecnologica.
Una strategia definita "culturale"
Jassy ha infatti negato con decisione qualsiasi nesso causale tra i licenziamenti e l'adozione di sistemi di AI, definendo l'operazione una mossa "culturale" piuttosto che economica. Secondo il CEO, l'obiettivo dichiarato è quello di "semplificare" l'organizzazione, riducendo i livelli gerarchici per creare una struttura più snella e, di conseguenza, più reattiva. Questa riorganizzazione, che lui stesso inquadra in un disegno di efficienza operativa di lungo periodo, mira a rimuovere quelle che vengono percepite come ridondanze o lentezze burocratiche, elementi che, a suo dire, contrastano con i principi fondanti dell'azienda.
Le ricadute immediate sul settore gaming
Le prime e più concrete conseguenze di questa ristrutturazione si sono già materializzate nel divisione Amazon Games, dove i tagli hanno determinato una revisione radicale della strategia. È stato ufficialmente comunicato che "New World: Aeternum", il MMORPG pubblicato inizialmente su PC e in seguito approdato sulle console, non riceverà più aggiornamenti significativi né espansioni di contenuto dopo il rilascio della Stagione 10 e dell'aggiornamento "Nighthaven". Il gioco, quindi, entrerà in una fase di cosiddetta "manutenzione", che ne garantirà il funzionamento dei server almeno fino al 2026 ma sancisce di fatto la fine del suo sviluppo attivo, un epilogo che getta un'ombra di incertezza anche su altri progetti videoludici in corso, come l'atteso titolo legato al mondo de "Il Signore degli Anelli".
Un panorama in rapida evoluzione
Questa mossa, se da un lato segna una battuta d'arresto per le ambizioni di Amazon nell'industria dei videogiochi, dall'altro delinea con chiarezza le priorità dell'azienda in un panorama tecnologico in continua e rapida evoluzione. La scelta di interrompere lo sviluppo attivo di un prodotto per concentrare le risorse altrove, sebbene presentata come un adeguamento culturale e organizzativo, riflette una valutazione strategica che non può prescindere dal contesto competitivo globale, un contesto nel quale l'intelligenza artificiale, pur non essendo indicata come la causa diretta dei licenziamenti, rappresenta indubbiamente un fulcro degli investimenti e dell'innovazione futura.




