Maltempo in Calabria, massi sulla Statale 106: auto colpita, ferito lieve il conducente

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il maltempo che da giorni insiste sulla Calabria ionica ha prodotto, ancora una volta, un episodio di inquietante pericolosità lungo la Statale 106, strada che collega – non senza rischi – le province di Reggio Calabria. Nel primo pomeriggio, infatti, un costone roccioso instabile, reso cedevole dalle piogge torrenziali che hanno saturato i terreni, ha rilasciato una serie di massi di notevoli dimensioni, i quali, rotolando a valle, hanno colpito violentemente un’automobile in transito nel tratto compreso tra i comuni di Africo e Bianco. L’evento, classificabile senza mezzi termini come una frana improvvisa, ha trasformato un normale spostamento in una trappola mortale dalla quale l’automobilista, miracolosamente, è uscito con ferite lievi, come hanno prontamente riferito i primi soccorsi intervenuti sul luogo.

L’intervento dei vigili del fuoco e il traffico in tilt

Sul posto, chiamati dall’allarme, sono immediatamente giunti i Vigili del Fuoco del comando provinciale, coadiuvati dal personale dell’Anas impegnato nella gestione della viabilità. La scena che si sono trovati davanti era quella di un’autovettura, una Lancia Ypsilon, pesantemente danneggiata nella parte anteriore e laterale dal crollo, la quale ostruiva parzialmente la carreggiata. La dinamica, per quanto fulminea, non ha causato, come detto, conseguenze gravi per il conducente, trasportato in ospedale per accertamenti ma in condizioni non preoccupanti. Per consentire le operazioni di soccorso e di messa in sicurezza dell’area, considerata ancora a rischio per possibili ulteriori distacchi, la circolazione è stata totalmente interrotta su entrambi i sensi di marcia, generando inevitabilmente code e disagi per chi percorre quella che è una via di comunicazione fondamentale per l’intera zona.

Una strada storicamente vulnerabile

L’episodio, seppur con un esito fortunato per l’incolumità delle persone coinvolte, riaccende i riflettori – e non è la prima volta – sulla vulnerabilità strutturale di quel tracciato, spesso teatro di smottamenti e cedimenti durante eventi meteorologici intensi. La Statale 106, un tempo chiamata addirittura “la strada della morte” per l’alto tasso di incidentalità, combina infatti i pericoli del traffico, talvolta selvaggio, con quelli idrogeologici di un territorio aspro e complesso, dove i fenomeni di erosione e le frane sono endemici. Gli interventi di manutenzione straordinaria e di adeguamento, che pure ci sono stati, sembrano spesso inseguire l’emergenza, piuttosto che prevenirla in modo sistemico, lasciando gli utenti della strada esposti a rischi che vanno ben oltre la normale prudenza alla guida.

La fragilità del territorio sotto la pioggia

Quello di oggi, del resto, non è un caso isolato nel recente quadro meteorologico, caratterizzato da precipitazioni persistenti e spesso violente che hanno messo a dura prova l’intera regione, provocando allagamenti, frane minori e danni alla rete viaria secondaria. La frana sulla Statale 106 rappresenta, in questo contesto, l’incidente più eclatante e pericoloso, quello che per un soffio non è diventato una tragedia. La riapertura del traffico a senso unico alternato, gestito con i semafori temporanei, è solo una soluzione tampone, mentre la necessità di un monitoraggio costante dei versanti più critici e di interventi di stabilizzazione radicali rimane una questione aperta e annosa, che le forti piogge di questa stagione riportano prepotentemente all’attenzione di tutti.

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