Intelligenza artificiale militare: perché l’Europa rischia dipendenze
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La difesa digitale europea entra in una fase in cui l’intelligenza artificiale diventa parte di un’infrastruttura strategica, insieme a modelli AI, capacità di calcolo, chip, piattaforme e canali di aggiornamento. Il rischio non è soltanto tecnologico ma industriale, perché acquistare capacità rapide senza governare lo stack può ridurre l’autonomia nel medio periodo. In questo contesto si inserisce il lancio di Dedagroup con un’intelligenza artificiale full stack Made in Italy, basata su ESS-AI Framework che integra knowledge graph, modelli linguistici, supercalcolo, piattaforme verticali e competenze di dominio in una filiera localizzata in Italia.
Intelligenza artificiale e difesa digitale: il nodo Big Tech
Nel quadro della difesa digitale europea, i modelli di intelligenza artificiale, le capacità di calcolo, i chip, le piattaforme e i canali di aggiornamento assumono il ruolo di infrastrutture strategiche. Il tema centrale riguarda la dipendenza da fornitori esterni e il modo in cui le scelte di acquisto di capacità tecnologiche, se non accompagnate da una governance dello stack, possono incidere sull’autonomia nel medio periodo. La trasformazione non riguarda soltanto l’innovazione tecnica, ma la struttura stessa del controllo sulle tecnologie critiche che sostengono sicurezza e processi industriali.
Dedagroup e l’AI full stack Made in Italy con ESS-AI
Dedagroup ha lanciato un modello di intelligenza artificiale full stack Made in Italy attraverso ESS-AI Framework, che integra knowledge graph, modelli linguistici, supercalcolo, piattaforme verticali e competenze di dominio all’interno di una filiera localizzata in Italia. L’obiettivo è supportare imprese e pubbliche amministrazioni nell’integrazione dell’AI nei processi critici, con particolare attenzione alla gestione dei dati sensibili, alla sicurezza e alla responsabilità operativa. Il framework si inserisce nella crescente domanda di soluzioni capaci di coniugare tecnologia avanzata e controllo diretto dell’infrastruttura.
Sovranità digitale e nuovi modelli di governance dell’IA
Nel documento programmatico Corporate leaders 2026 vengono indicati alcuni elementi chiave per la competitività legata all’intelligenza artificiale, tra cui sicurezza economica, filiere strategiche, sovranità tecnologica e un maggiore ruolo del top management nelle politiche di governance. Il testo è stato presentato presso l’auditorium Prysmian di Milano ed è il risultato del lavoro di esperti accademici, istituzionali e professionali riuniti a Madonna di Campiglio durante l’evento Experts Talk - Corporate Leaders. In parallelo, all’assemblea di Confindustria Varese, il tema della sovranità digitale torna centrale nel contesto di un sistema manifatturiero esposto a dipendenze tecnologiche globali.
Dipendenze tecnologiche tra cloud, software e infrastrutture globali
L’attenzione sulla sovranità digitale si collega alla crescente dipendenza da software, piattaforme, cloud, chip, sistemi operativi, algoritmi e fornitori globali che caratterizza i sistemi industriali e produttivi. Il tema emerge con forza nel contesto della trasformazione guidata dall’intelligenza artificiale, dove le infrastrutture digitali diventano elementi essenziali per la continuità operativa e per la gestione dei dati industriali. La frammentazione del contesto internazionale, insieme all’intreccio tra tecnologie critiche e processi produttivi, contribuisce a ridefinire il perimetro delle scelte strategiche per i territori manifatturieri.




