Claudia Gerini: «Mi sono sentita giudicata. L’amore? Oggi ci si lascia troppo in fretta ma molti stanno insieme per pigrizia»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Claudia Gerini, che nel film “L’amore sta bene su tutto” (in uscita il 6 maggio) veste i panni di una ministra, racconta al Corriere della Sera di essersi spesso sentita giudicata, non tanto per le sue interpretazioni quanto per le sue opinioni pubbliche. L’attrice, che nel corso della carriera ha già indossato i panni di una sindaca in “Lasciarsi un giorno a Roma” e di una politica in “Diverso da chi?”, confessa che quel ruolo le calza a pennello: «Amo difendere i diritti, fa parte del mio carattere», spiega. E aggiunge, quasi immaginando una vita parallela, che se davvero fosse chiamata a fare il salto nella politica attiva, la sua prima battaglia sarebbe per l’educazione emotiva e sessuale nelle scuole. «La introdurrei dalla quarta elementare in poi – precisa – insieme all’educazione civica, per promuovere l’idea che se tutti rispettano le regole, tutti ne giovano».
Le relazioni e il giudizio: «Troppa fretta ma anche pigrizia»
Sul fronte sentimentale, Gerini non usa giri di parole: oggi si lascia troppo in fretta, è vero, ma d’altro canto molti restano insieme per pura pigrizia. «Bisogna avere il coraggio di lasciarsi», afferma senza mezzi termini, in un passaggio dell’intervista che riassume bene la sua idea di fondo. L’attrice, che nel film diretto da Giampaolo Morelli (presentato fuori concorso al Taormina Fest) è parte di un intreccio a più voci – assieme a Monica Guerritore, Ilenia Pastorelli, Max Tortora e Paolo Calabresi – riconosce di dovere molto a Carlo Verdone, ma sottolinea come sia stato “Suburra” a farla conoscere alle generazioni più giovani. Un’osservazione, quest’ultima, che rivela quanto il suo percorso sia stato segnato da incontri professionali decisivi, ciascuno dei quali le ha regalato una diversa consapevolezza.
«L’amore sta bene su tutto»: una commedia sull’imprevedibilità dei sentimenti
La pellicola, che uscirà nei cinema il 6 maggio, vede Giampaolo Morelli nei panni di uno psicologo, autore di un libro di successo su come lasciare il proprio partner. Proprio lui, che fa della rottura una filosofia di vita, viene travolto da un sentimento inaspettato, capovolgendo ogni sua certezza. A contorno, tre storie che si intrecciano: oltre a Gerini e Morelli, nel cast figurano Gianmarco Tognazzi, la stessa Guerritore, Tortora, Calabresi e Pastorelli. Ciò che le accomuna, spiegano gli stessi interpreti, è l’imprevedibilità del cuore, quella capacità di smentire qualsiasi schema o manuale di autoaiuto.
Un’anteprima speciale a Milano per i vent’anni dell’Uci Bicocca
Proprio per celebrare il ventennale del complesso multiplex Uci Bicocca, martedì 5 maggio dalle ore 20.30 è prevista un’anteprima “speciale” del film. Un evento, questo, che rientra in una serie di proposte dedicate al pubblico milanese, a dimostrazione di come la sala cinematografica resti – nonostante le piattaforme – un luogo di incontro e scoperta collettiva. Gerini, che sul set ha dovuto misurarsi con il ruolo di una ministra dal piglio deciso, torna così a parlare di sentimenti senza filtri: «Mi sono sentita giudicata», ripete, riferendosi a un vissuto personale che però non esplicita nei dettagli. E quel giudizio, lascia intendere, è spesso servito per etichettare le sue scelte artistiche e persino la sua vita privata.




