Il Lecce ritrova Gandelman in gruppo, lavoro personalizzato per Berisha in vista del Napoli

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Lecce di Eusebio Di Francesco, reduce dal successo ottenuto contro la Cremonese, non si è concesso neppure un attimo di sosta e ha già cominciato a preparare la trasferta di sabato prossimo, quella che porterà i giallorossi al cospetto del Napoli di Antonio Conte, un appuntamento complesso e affascinante per la squadra salentina che cerca continuità di risultati. La seduta andata in scena questa mattina nel centro sportivo di Acaya, e alla quale hanno preso parte i calciatori a disposizione, ha fornito i primi, significativi, aggiornamenti sulle condizioni della rosa e, in particolare, su quei giocatori che erano alle prese con problemi fisici. Se per chi ha disputato il match contro la Cremonese è stato predisposto un programma di scarico, finalizzato a smaltire le tossine e a recuperare energie, l'attenzione dello staff tecnico si è concentrata soprattutto su due calciatori, le cui condizioni verranno monitorate con la massima attenzione nell'arco della settimana.

Il recupero di Gandelman e le condizioni di Berisha

La notizia più confortante, in questo avvio di settimana, riguarda senza dubbio Omri Gandelman, il centrocampista israeliano che era rimasto ai box per un problema fisico e che oggi, per la prima volta, ha svolto una parte consistente dell'allenamento assieme al resto del gruppo. Si tratta di un passo in avanti importante nel suo percorso di recupero, un segnale che lascia ben sperare in vista di un suo impiego, se non dall'inizio quantomeno a partita in corso, nella difficile sfida del Maradona. Aggiungere un elemento con le sue caratteristiche di inserimento e dinamismo in mezzo al campo rappresenterebbe per Di Francesco un'opzione tattica non trascurabile, un'arma in più da giocarsi in una partita in cui il possesso palla e la fase di non possesso saranno probabilmente cruciali. Discorso diverso, invece, per Medon Berisha, il centrocampista albanese che ha proseguito il suo lavoro in solitaria, seguendo un programma personalizzato che lascia intendere come i tempi per il suo rientro debbano essere ancora valutati con prudenza dallo staff medico.

La preparazione tra scarico e assenze pesanti

Oltre a queste due situazioni, il tecnico abruzzese deve fare i conti con alcune assenze che si protraggono ormai da diverso tempo e che continuano a rappresentare una tegola non indifferente per l'economia della squadra. Non si è visto, infatti, Camarda, il giovane attaccante ancora alle prese con la fase riabilitativa dopo il problema alla spalla che lo tiene lontano dal terreno di gioco, e manca all'appello anche Gaspar, il difensore il cui infortunio al ginocchio, più serio, richiederà ancora molta pazienza prima di poterlo rivedere a disposizione. I grattacapi per Di Francesco, insomma, non mancano, e la gestione delle risorse umane, in un momento cruciale della stagione dove ogni domenica può essere decisiva per il cammino verso la salvezza, diventa un aspetto fondamentale. Il gruppo, però, sembra aver recepito il messaggio: la vittoria con la Cremonese, seppur sofferta e arrivata al termine di una partita dagli innumerevoli episodi e dalle molteplici polemiche, ha ridato ossigeno e fiducia, elementi imprescindibili per affrontare al meglio una trasferta proibitiva come quella di Napoli. La settimana di lavoro è appena cominciata, e i margini di miglioramento, così come le possibilità di recuperare altri effettivi, verranno valutati giorno dopo giorno.

Il peso psicologico di un successo sofferto

La partita vinta contro la Cremonese, al di là dei tre punti pesantissimi in ottica classifica, ha lasciato strascichi e raccontato molto più del semplice tabellino. Il clima che si è respirato nel finale, con le proteste vibranti degli avversari per un contatto in area non ritenuto irregolare dall'arbitro e le conseguenti polemiche per la gestione del VAR, ha evidenziato quanto sia sottile il confine che separa la vittoria da un pareggio che avrebbe avuto il sapore di una beffa. I giocatori scesi in campo hanno dovuto gestire non solo la fatica fisica, ma anche la tensione nervosa di un finale concitato, e lo scarico di questa mattina aveva proprio l'obiettivo di liberare la testa oltre che le gambe. La trasferta di Lecce, per chi segue la Cremonese, è stata un viaggio durato quasi un giorno intero, fatto di spostamenti e attese, e quel genere di sconfitta lascia un segno profondo. Per il Lecce, invece, rappresenta una boccata d'ossigeno e la consapevolezza di potersela giocare, ma la strada è ancora lunga e lastricata di ostacoli, a cominciare dalla sfida di sabato prossimo.

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