Bagnaia domina le qualifiche in Malesia e conquista la pole
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Redazione Sport
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Francesco Bagnaia ha impresso la sua autorità sul tracciato di Sepang, conquistando con determinazione la pole position per il Gran Premio di Malesia, che rappresenta il terzultimo atto di un motomondiale ancora tutto da scrivere. Il pilota della Ducati, il quale ha dovuto affrontare il percorso più lungo della Q1 dopo un venerdì sottotono, ha chiuso la sua tornata più veloce in un tempo di 1'57"00, staccando di un soffio, appena un centesimo di secondo, lo spagnolo Alex Marquez, anch'egli in sella a una Desmosedici. A completare un inedito terzetto di primissimo piano, che vede tre piloti italiani e tre moto Ducati in prima fila, si è piazzato Francesco Morbidelli, il quale ha confermato la competitività generale della casa di Borgo Panigale in questa fondamentale sessione di qualifica malese.
Una risalita che parte dalla Q1
La strada verso il miglior tempo, come ha sottolineato lo stesso Bagnaia, non è stata affatto lineare e ha richiesto una notevole capacità di reazione. Costretto a disputare la Q1 a causa delle prestazioni non ottimali nelle libere del venerdì – che non gli avevano permesso di rientrare nella top ten – il campione del mondo ha saputo gestire la pressione, trovando al momento giusto quella modifica alla moto, da lui stesso definita "fondamentale", che gli ha permesso di invertire la rotta. Una volta approdato nella Q2, però, si è trovato ad affrontare un'ulteriore difficoltà, ovvero la scarsa disponibilità di gomme soft posteriori, il che ha reso il suo giro quasi perfetto, quello che poi si è rivelato decisivo, un'autentica perla di precisione e talento sotto la cappa umida del cielo malese.
Il pragmatismo del campione
Nonostante il successo, l'atteggiamento di Bagnaia al parco chiuso è stato improntato a un pragmatismo che ben riflette l'andamento altalenante della sua stagione. "Sono contento, ma stiamo calmi", ha dichiarato, evitando trionfalismi e mantenendo i piedi ben saldi per terra. Il suo sguardo, infatti, era già proiettato all'imminenza della gara sprint, in programma alle nove di mattina ora italiana, un appuntamento che, con il suo carico di punti utili per la classifica generale, rappresenta il vero banco di prova per valutare la bontà delle scelte tecniche e la competitività in condizioni di gara. Una pole position, la sua, che arriva dopo due weekend, quello indonesiano e quello australiano, conclusi a secco di punti, e che assume perciò il sapore di una riscossa necessaria.
Lo sfondo del campionato e l'incubo Aprilia
Mentre la scuderia Ducati può tirare un sospiro di sollievo, con una prima fila interamente occupata dai suoi colori, ben diversa è la situazione nello schieramento Aprilia, il cui fine settimana malese si sta configurando come un autentico incubo. Le motu del Noale, che pure in alcune fasi della stagione si erano dimostrate temibili avversarie, hanno faticato in modo evidente a trovare il giusto assetto e la necessaria confidenza con un tracciato tecnico e fisicamente impegnativo come quello di Sepang, rimanendo drammaticamente ai margini della lotta per le prime posizioni. Questo divario di performance, che emerge con crudezza nelle sessioni ufficiali, delinea uno scenario di campionato sempre più serrato, dove ogni singolo punto e ogni piazzamento in griglia di partenza contano in maniera decisiva per gli esiti finali.




