Mazzola Jr.: "I tifosi della Juve di spalle? Papà si sarebbe fatto una risata e avrebbe acceso un sigaro"
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Redazione Sport
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A due settimane dalla scomparsa di Sandro Mazzola, avvenuta il 17 settembre 2026 all'età di 83 anni, il figlio Sandro Jr. è tornato a parlare del gesto compiuto da una parte della tifoseria bianconera durante il minuto di silenzio osservato all'Allianz Stadium prima di Juventus-Atalanta. «Sono personaggi che frequentano tutti gli stadi, hanno fatto il più brutto autogol possibile. Però è gente che non va nemmeno considerata. Papà si sarebbe fatto una risata e avrebbe acceso un sigaro», ha dichiarato durante il suo intervento al Festival dello Sport di Trento, nella giornata dedicata all'evento «Mazzola per sempre» a Palazzo Benvenuti.
Il ricordo di un'infanzia alla Pinetina
Nel corso dell'incontro, il figlio ha ripercorso il legame con il padre, iniziato quando Sandro entrò nell'Inter all'età di otto anni. «Ho avuto la fortuna di vivere l'infanzia con papà, sempre insieme alla Pinetina dove avevo anche il mio armadietto. Mi ha trasmesso l'umiltà e la forza per credere in se stessi», ha raccontato. Una carriera, la sua, costruita sotto l'ombra di un cognome monumentale: il nonno Valentino, simbolo del Grande Torino e capitano della Nazionale, scomparso nella tragedia di Superga nel 1949 quando Sandro aveva appena sette anni.
Da Herrera al ruolo di talent scout
Il debutto in Serie A di Sandro Mazzola risale al 10 giugno 1961, in una partita che sarebbe rimasta celebre per motivi del tutto particolari. Per protesta contro l'esito di uno spareggio-scudetto, il presidente Angelo Moratti schierò contro la Juventus la formazione dei ragazzi: finì 9-1 per i bianconeri, ma il diciottenne Mazzola segnò su rigore la sua prima rete in massima serie. Da quel momento Helenio Herrera lo trasformò in titolare fisso della Grande Inter, con cui avrebbe vinto quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.
Con la maglia nerazzurra, l'unica indossata in diciassette stagioni consecutive, Mazzola collezionò oltre 560 presenze e più di 160 gol, diventando uno dei migliori marcatori di sempre nella storia del club. Nel 1971 arrivò secondo nella classifica del Pallone d'Oro dietro a Johan Cruijff. Con la Nazionale italiana prese parte a settanta partite segnando ventidue reti, vincendo il Campionato Europeo del 1968 e raggiungendo la finale dei Mondiali di Messico 1970, dove fu protagonista della celebre staffetta con Gianni Rivera voluta dal ct Ferruccio Valcareggi.
L'eredità di una dinastia
Sul palco del Festival era presente anche Alessandro Altobelli, che Mazzola volle fortemente all'Inter nell'estate del 1977 quando ricopriva il ruolo di dirigente. «Una domenica giochiamo col Padova, realizzo due gol e nel postpartita l'allora direttore sportivo dell'Inter Giovanni Beltrami e Sandro Mazzola si fermarono a parlare con me. Io, da sempre tifoso dei nerazzurri e ammiratore di Mazzola, a quella vista ho tremato. Quando mi hanno riferito la loro volontà di volermi nella loro squadra, non ci volevo credere», ha raccontato l'ex attaccante, che con la maglia dell'Inter avrebbe poi segnato 209 gol in 466 partite.
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