Marina italiana abborda una petroliera della flotta ombra russa a ovest di Pantelleria
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Redazione Interno
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Doppio fronte di tensione internazionale, con l'Italia chiamata a giocare un ruolo da protagonista sia nelle acque del Mediterraneo che sul piano diplomatico, a causa delle tensioni con Mosca. Da un lato, il blitz della Marina Militare al largo di Pantelleria ai danni di una petroliera battente bandiera del Camerun, ma inserita nella cosiddetta "flotta ombra" russa e già sottoposta a sanzioni dell'Unione europea.
Dall'altro, la dura presa di posizione della Farnesina che ha respinto al mittente le ricostruzioni fornite dal Cremlino riguardo all'attentato costato la vita a cinque persone in un ristorante italiano nella capitale russa.
L'operazione della Thaon di Revel
A dare esecuzione all'ispezione, nella mattinata di sabato 2 agosto, è stata la nave Thaon di Revel, ammiraglia dell'operazione Eunavfor Med Irini, la missione europea nel Mediterraneo. La fregata della Marina Militare, in forza al dispositivo navale dell'Unione, ha intercettato la petroliera Toa Payoh a ovest di Pantelleria, in acque internazionali, mentre la nave era in rotta verso Istanbul dopo essere salpata il 16 luglio dal porto di Cotonou, in Benin.
L'obiettivo dichiarato del controllo, come reso noto dal ministero della Difesa, era quello di verificare la nazionalità dell'imbarcazione e la regolarità della bandiera che era autorizzata a battere, nel caso specifico quella del Camerun.
Non sono mancate, tuttavia, le difficoltà operative: secondo quanto riferito dal dicastero di via XX Settembre, il comandante della Toa Payoh non avrebbe inizialmente fornito la collaborazione richiesta dai militari italiani. Un atteggiamento che ha reso necessario l'intervento diretto di una squadra di incursori, trasportata a bordo della petroliera tramite un elicottero decollato dalla Thaon di Revel, per procedere materialmente alle verifiche.
L'intera attività, durata circa due ore e condotta con il supporto di una nave della Marina greca e di un aereo da pattugliamento polacco, si è conclusa senza incidenti e in piena sicurezza, come specificato dal ministero.
La "flotta ombra" e il quadro normativo
La petroliera fermata, la Toa Payoh, rientra a pieno titolo in quella rete di naviglio mercantile che gli analisti definiscono "flotta ombra": si tratta di oltre 80 vecchie navi, spesso prive di adeguate coperture assicurative, che Mosca utilizza per aggirare le sanzioni internazionali sul commercio di greggio e prodotti petroliferi, continuando così a finanziare lo sforzo bellico in Ucraina.
Queste imbarcazioni, per mascherare la loro reale proprietà e provenienza, navigano frequentemente a transponder spento e battono bandiere di comodo di Paesi terzi, come appunto il Camerun, il che rende particolarmente complessa l'attività di interdizione.
L'ispezione condotta dalla Marina Militare, come rimarcato dalla Difesa, si è svolta nel pieno rispetto del diritto internazionale e, in particolare, dell'articolo 110 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos). Tale norma, in presenza di specifiche condizioni, consente a una nave militare di procedere alla verifica della nazionalità di un mercantile e della bandiera che è autorizzato a battere, qualora sussistano fondati sospetti.
Al momento, sono in corso gli accertamenti sulle informazioni e sulla documentazione acquisita durante il controllo a bordo della Toa Payoh.
Le parole del ministro Crosetto
Soddisfazione per l'esito dell'operazione è stata espressa dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha voluto complimentarsi personalmente con l'equipaggio della Thaon di Revel e con tutti i militari coinvolti. "Desidero complimentarmi con il personale di Nave Thaon di Revel e con tutti i militari coinvolti nell'operazione per la professionalità, la preparazione e la fermezza dimostrate", ha dichiarato Crosetto in una nota, sottolineando come questa attività "testimoni concretamente il contributo dell'Italia alla sicurezza del Mediterraneo e all'azione dell'Unione europea".
L'episodio, tutt'altro che isolato, si inserisce in una strategia più ampia di contrasto al traffico petrolifero illecito che le marine occidentali stanno conducendo sistematicamente. Da settembre, la Francia ha effettuato ispezioni su diverse presunte navi della flotta ombra, mentre a inizio giugno il Regno Unito aveva fermato una petroliera nel Canale della Manica.
L'intervento italiano, che arriva alla vigilia del Coreper II di venerdì in cui i rappresentanti permanenti dei 27 discuteranno il ventunesimo pacchetto di sanzioni Ue, conferma il Canale di Sicilia come snodo strategico non solo per i flussi migratori ma anche per le rotte energetiche utilizzate per eludere le misure restrittive contro Mosca.
L'attacco ucraino a un centro logistico
Sul fronte del conflitto ucraino, fonti russe hanno riportato che un attacco con droni lanciati dall'Ucraina ha provocato danni e un incendio in un centro logistico del colosso dell'e-commerce Wildberries, spesso definito l'Amazon russo, nella regione di Vladimir, a circa 180 chilometri a nord-est di Mosca. L'incendio, secondo quanto reso noto dalla società e dalle autorità locali, non ha causato vittime, sebbene il governatore della regione abbia riferito di un ferito lieve tra i dipendenti.
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver intercettato e distrutto 131 droni ucraini ad ala fissa durante la notte.
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