Pompei, il ritorno di Riccardo Muti con l’orchestra del futuro

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sarà l’anfiteatro degli scavi di Pompei, questa sera alle 21, a fare da suggestiva cornice al primo dei tre concerti che Riccardo Muti terrà insieme alla sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, un progetto che ha coinvolto circa cinquecento giovani musicisti in tutta Italia. L’appuntamento, rientrante nella rassegna «Bop – Beats of Pompeii», vede il maestro napoletano tornare sul palco dopo il successo dello scorso anno, con un’iniziativa che punta a valorizzare i talenti dei conservatori italiani in un dialogo intergenerazionale.

Un’orchestra aperta ai giovani dei conservatori

«Ho voluto inserirli nelle varie parti del programma in modo da dare opportunità a tutti di partecipare» ha spiegato Muti, riferendosi alla scelta di affiancare ai membri della Cherubini un centinaio di studenti selezionati tra i circa trecento che avevano risposto all’invito. I ragazzi, provenienti dai conservatori di Napoli, Benevento, Avellino e Salerno, si alterneranno ai leggii accanto ai colleghi più esperti, suonando uno o due brani del programma prima di lasciare il posto ad altri.

Un meccanismo, questo, studiato per dare voce a tutti e per trasformare il concerto in un vero e proprio laboratorio formativo, dove la condivisione diventa lo strumento principale per imparare il mestiere.

Il programma e i musicisti campani

Il programma musicale, come ha tenuto a precisare lo stesso Muti, non è pensato per un ascolto complicato o intellettualistico: «Ho voluto brani che parlassero direttamente al cuore, motivi noti che potessero in maniera immediata colpire tutti gli spettatori».

Il concerto omaggerà la grande tradizione operistica italiana con un repertorio che spazia dall’ouverture del «Nabucco» e della «Forza del destino» di Verdi, agli intermezzi di «Manon Lescaut» di Puccini, passando per «Cavalleria rusticana» di Mascagni e «Pagliacci» di Leoncavallo, fino ad arrivare alla suite dal «Gattopardo» di Nino Rota. E a rappresentare il talento campano all’interno dell’organico della Cherubini ci saranno tre musicisti: Paolo Della Greca (trombone) di Agropoli, Diana Gargano (corno) di Salerno e Luigi Russo (violino) di Mercato San Severino.

L'etica della musica come missione civile

A pochi giorni dal suo ottantacinquesimo compleanno (il 28 luglio) e con una carriera leggendaria alle spalle, Riccardo Muti avrebbe potuto scegliere la tranquillità, come gli diceva la madre quando lo esortava a «stare a panza n’copp e purtusiello sotto». E invece, il maestro continua a investire energie in progetti che vedono i giovani protagonisti, spinto dalla convinzione che «non facciamo i musicisti per noi stessi ma con il compito di offrire arricchimento culturale e spirituale».

In un'Italia che, secondo le sue parole, «non è più il Paese della musica», Muti sente il dovere di restituire ai ragazzi quella lezione di vita e di professionalità ricevuta dai suoi maestri, da Vincenzo Vitale a Napoli ad Antonino Votto a Milano. «Suonare insieme significa ascoltarsi, rispettarsi, assumersi una responsabilità comune» ha dichiarato il maestro, ribadendo che la cultura «non deve essere riservata a pochi, ma appartiene a tutti».

Un tour tra Pompei, Lucca e Ostuni

L’evento di stasera all’Anfiteatro di Pompei rappresenta il primo tassello di un tour che toccherà altri due luoghi simbolo del patrimonio italiano: il 20 luglio i ragazzi saliranno sul palco di piazza Napoleone a Lucca, mentre il 22 luglio sarà la volta dell'Arena Bianca (Foro Boario) di Ostuni.

Il progetto, che coinvolge giovani di età compresa tra i 14 e i 33 anni provenienti da Toscana, Campania e Puglia, proseguirà l’obiettivo di portare «fuori dai teatri il grande repertorio sinfonico-operistico italiano», offrendo a questi studenti un’opportunità di crescita unica e una risposta concreta alla mancanza di sbocchi professionali che affligge il settore.

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