L’Italia celebra l’80° della Repubblica tra lo sfilare delle divise e la dichiarazione di Mattarella
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Redazione Interno
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Sono trascorsi ottant’anni da quel 2 giugno del 1946, una data che – come ha ricordato il presidente Sergio Mattarella – segnò per gli italiani “un atto di libertà senza precedenti”. Oggi, nella Capitale, la celebrazione di quell’abbandono delle “nefandezze di un regime oppressivo” ha preso forma ai Fori Imperiali, dove oltre 5.500 donne e uomini delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e dei Corpi dello Stato hanno reso gli onori al Capo dello Stato.
La sfilata, il cui manifesto recita “80 anni di Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese”, non si limita a ricordare una ricorrenza fondativa, ma intende riconoscere quel percorso collettivo costruito giorno dopo giorno grazie all’impegno di chi opera nelle istituzioni. Mattarella, dopo aver deposto una corona d’alloro all’Altare della Patria – un gesto accompagnato dal tradizionale sorvolo delle Frecce Tricolori – ha assistito alla rivista militare nel cuore archeologico di Roma, circondato dalle più alte cariche dello Stato.
La Polizia di Stato conquista un settore autonomo
Una novità, quest’anno, ha caratterizzato la disposizione dei reparti in parata: la Polizia di Stato ha infatti sfilato per la prima volta in un settore esclusivo, il nono, un riconoscimento che valorizza il quotidiano impegno degli uomini e delle donne in divisa. Come spiegato dal primo dirigente Eugenia Sepe, dell’Ufficio Comunicazione Istituzionale, questo spazio autonomo racchiude al proprio interno tutte le diverse professionalità che il cittadino incontra ogni giorno, dal Reparto Mobile agli operatori della Polizia Giudiziaria.
Questi ultimi, in particolare, si occupano di reprimere reati di varia natura – dalla criminalità comune a quella informatica, senza dimenticare quella mafiosa o di matrice terroristica – mentre gli agenti delle volanti presidiano il controllo del territorio. “È molto importante il rapporto che noi abbiamo con il cittadino”, ha sottolineato Sepe, “per garantire fiducia, per garantire la nostra disponibilità ad accoglierlo e soprattutto ad ascoltarlo”.
Numeri e simboli di una sfilata lunga ottant’anni
La macchina organizzativa ha schierato una potenza di fuoco simbolica notevole, se si considera che ai Fori Imperiali hanno sfilato 66 Bandiere di Guerra e Stendardi, affiancati da 22 Gonfaloni delle Regioni e da 48 Labari delle Associazioni Combattentistiche. I blocchi, accompagnati dalle note di 18 bande musicali, non hanno offerto solo uno spettacolo tradizionale: una serie di mezzi militari e tecnologie avanzate, inclusi droni e sistemi di sorveglianza, hanno evidenziato la modernizzazione delle forze armate.
Non è mancato il contributo dello sport, con i Gruppi Sportivi Olimpici e Paralimpici delle Fiamme Oro – reduci dai recenti Giochi di Milano-Cortina 2026 – che hanno sfilato tra i primi reparti, a dimostrazione di come il connubio tra attività fisica e senso di appartenenza istituzionale venga coltivato anche nei corpi dello Stato.
La sicurezza e il ruolo della Penitenziaria
Se la Polizia ha ottenuto un settore proprio, anche il Corpo di Polizia Penitenziaria ha ricevuto un’attenzione particolare in questa edizione, sfilando per la prima volta in un comparto autonomo per celebrare il proprio ruolo all’interno del sistema giudiziario e di detenzione. Nel frattempo, la macchina della sicurezza ha funzionato a pieno regime sullo sfondo della parata, con le forze dell’ordine schierate per garantire il buon esito della manifestazione.
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, presente alle celebrazioni, ha voluto richiamare la celebre massima di Kennedy – “non chiediamoci cosa la Repubblica può fare per noi, ma cosa noi possiamo fare per lei” – per riassumere lo spirito di servizio che ci si aspetta da chi indossa una divisa in questa giornata di festa nazionale.
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