Operazione carbone delle Alpi: arrestati dirigenti altoatesini per traffico illecito di rifiuti
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Redazione Interno
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È Giulio Angelucci uno dei dirigenti altoatesini arrestati nell’operazione «Carbone delle Alpi», una maxi inchiesta internazionale contro il traffico illecito di rifiuti tra Italia ed Europa. Agronomo laureato nel 1993 all’Università di Bologna, Angelucci è attualmente direttore dell’ufficio gestione rifiuti dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente. Attivo nell’ambientalismo e nella pallanuoto, il suo ruolo nella filiera dei rifiuti era centrale per la gestione e il trattamento dei materiali pericolosi.
Indagine internazionale e arresti
L’operazione «Carbone delle Alpi» è stata condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Trento e dai Carabinieri per la Tutela ambientale, con attività estese in Italia, Austria, Germania e Croazia. Le indagini hanno portato all’arresto di dodici persone, tra cui l’ex sindaco di Lasa e presidente della Leeg, Andreas Tappeiner, e il consulente ambientale ed ex presidente di Seab, Rupert Rosanelli. L’azione ha visto impegnati oltre 100 militari dell’Arma, supportati dai comandi provinciali di Bolzano, Trento e Treviso, dal terzo nucleo elicotteri di Bolzano e dal Ros per le attività forensi.
Traffico di ceneri da pirogassificazione e prodotti commercializzati
Dalle indagini è emerso che la filiera illecita gestiva ceneri da pirogassificazione capaci di trasformare rifiuti altamente inquinanti in prodotti apparentemente green. Tra questi figuravano bricchette per barbecue, ammendanti per terreni agricoli, additivi per calcestruzzo e quote di CO2 commerciabili. Tuttavia, le bricchette prodotte contenevano diossina, sostanza cancerogena, e sono state vendute anche a marchi noti come Alpenkohle, distribuiti nei negozi Obi Italia, con un totale di quasi 70mila sacchi di carbonella tossica finiti sul mercato.
Reazioni e impatto della scoperta
Claudia Eccher ha applaudito l’azione investigativa che ha interrotto la cosiddetta “filiera nera”, evidenziando l’importanza della tutela ambientale. La scoperta ha rivelato un rischio concreto per la salute dei consumatori, dato che alcune delle bricchette contaminanti potrebbero essere state utilizzate nella preparazione di cibi. L’operazione mostra l’ampiezza della rete illegale e la complessità dei traffici internazionali di rifiuti pericolosi, sollevando l’attenzione sulle normative di controllo e la vigilanza nelle filiere industriali.




