Adeguamento delle pensioni, cosa cambia nel 2025
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Redazione Economia
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A partire da gennaio 2025, le pensioni subiranno un aumento dello 0,8% per adeguarsi alla variazione dell'inflazione, ufficializzata a novembre. Tuttavia, non tutti i pensionati beneficeranno di questo incremento in egual misura. L'adeguamento delle pensioni avverrà sulla base dell'indice inflazionistico, ma le modalità di calcolo degli aumenti e le categorie coinvolte variano.
La manovra 2025 proroga inoltre opzione donna, quota 103 e Ape sociale, potenziando il bonus contributivo per le madri con quattro figli. Chi sceglie di rimanere al lavoro nonostante abbia già maturato i requisiti per la pensione anticipata o ordinaria può beneficiare di un incentivo economico, noto come bonus Maroni. Questo incentivo permette a chi rinuncia all'anticipo di ricevere in busta paga, senza tasse, la propria quota di contributi versata all'Inps, pari a circa il 9,19% dello stipendio.
Un'importante novità riguarda il pensionamento d'ufficio per i docenti. Con la legge di bilancio 2025, è abolita la cessazione d'ufficio per chi compie 65 anni entro il 31 agosto 2025 ed ha raggiunto i 41 anni e 10 mesi di contributi se donna o i 42 anni e 10 mesi di contributi se uomo. Fino all'anno scolastico 2023/2024, un docente che aveva raggiunto i 65 anni di età anagrafica ed aveva maturato l'anzianità contributiva di 41 e 10 mesi per le donne o 42 e 10 mesi per gli uomini, veniva mandato in pensione d'ufficio senza fare la domanda. Adesso, con la legge di bilancio 2025, questa norma è stata abolita.
Le modifiche introdotte dalla manovra 2025 restano tuttavia limitate e non rappresentano una riforma organica.




