Andrea Conti dice basta: "Il calcio mi ha spezzato, non ce la faccio più"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Andrea Conti, che aveva illuminato i campi con l’Atalanta di Gasperini prima di approdare al Milan nel 2017, ha deciso di chiudere la sua carriera a soli 31 anni. Un addio annunciato con amarezza, ma senza retorica, nelle parole rilasciate alla Gazzetta dello Sport, dove ha raccontato gli ultimi otto anni come un "calvario" segnato da infortuni e solitudine. "Non ne posso più", ha confessato, descrivendo una professione che lo ha "preso, coccolato e poi dimenticato".

La sua ascesa era sembrata inarrestabile: l’exploit a Bergamo, il trasferimento in rossonero per 24 milioni, la convocazione in Nazionale sotto Ventura. Ma il ginocchio, quel legamento crociato strappato due volte in nove mesi, ha trasformato il sogno in un incubo. "Quando capisci che è finita, non c’è niente di più brutto", ha ammesso, riferendosi agli ultimi mesi alla Sampdoria, dove aveva disputato le sue ultime nove partite prima di rimanere svincolato.

Quello che colpisce, oltre alla crudezza del racconto, è la consapevolezza di un declino irreversibile. "Nessuno mi chiama più", ha aggiunto, sottolineando come il mondo del calcio, spietato con chi non regge il ritmo, lo abbia progressivamente emarginato. Senza rancore, ma con la lucidità di chi sa di aver dato tutto, Conti ha citato anche l’"ultimo schiaffo" ricevuto da Stefano Pioli, senza approfondire dettagli, ma lasciando intendere un rapporto complicato con l’ex allenatore del Milan.

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