Riflessioni sul centenario della morte di Giacomo Matteotti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giacomo Matteotti, esponente socialista ucciso dal regime fascista nel 1924, è tornato protagonista in questi giorni in occasione del centenario della sua orribile morte. Le parole di Giorgia Meloni, dedicate a Matteotti, sono state commentate da Massimo Giannini durante la puntata di "Otto e mezzo". Secondo il giornalista, la premier ha ricordato una verità storica, ma manca sempre un pezzo, e cioè dire che quell’omicidio fu ordinato dal governo fascista, che poi se ne assunse la responsabilità.

Il teatro ricorda Matteotti

Nei giorni scorsi è stato a Roma (al teatro Basilica) "Matteotti Medley", un racconto scritto e interpretato da Maurizio Donadoni, per la regia di Paolo Bignamini. Un racconto denso e vitale, che segue i tragici avvenimenti, e movimenti, di quel 10 giugno del 1924 al lungotevere Flaminio, dove il deputato fu atteso in un agguato sotto la sua abitazione, preso e poi ucciso dai fascisti che identificavano in lui il maggiore e più esposto avversario di Mussolini, ormai padrone del paese.

Il discorso di Matteotti alla Camera

Era il 30 maggio 1924. Sono passati 100 anni da quando Giacomo Matteotti, allora segretario del partito socialista unitario, prese la parola alla Camera dei deputati, pronunciando uno dei discorsi più celebri della storia della politica italiana. Alessandro Preziosi ha letto il discorso di Giacomo Matteotti alla Camera. L'interpretazione dell'attore napoletano ha ricevuto una standing ovation. Preziosi ha preso la parola proprio dallo scranno in cui 100 anni fa si svolse l'intervento nell'aula della Camera dei Deputati.

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