Inter, un solo dubbio di formazione per la Juve: le ultimissime su Calhanoglu, Barella, Thuram

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte di San Siro si avvicina e con essa l’ora delle scelte per Cristian Chivu, chiamato a sciogliere l’unico, vero nodo che tiene in sospeso la formazione dell’Inter in vista del derby d’Italia contro la Juventus. Il tecnico nerazzurro, che pure ha recuperato negli ultimi giorni due pedine fondamentali del suo scacchiere, deve decidere se gettarle nella mischia dal primo minuto o se dosarne il minutaggio, considerando che entrambi arrivano da un periodo di stop forzato. Il dubbio, com’è naturale che sia, avvolge il cuore del centrocampo e porta i nomi di Hakan Calhanoglu e Nicolò Barella -2.

Se è vero che Piotr Zielinski appare l’unico certo di una maglia da titolare nel terzetto di mediana, è altrettanto vero che attorno al polacco si gioca una partita nella partita. Calhanoglu, il regista turco che detta i tempi e garantisce equilibrio, non ha ancora novanta minuti nelle gambe dopo il problema muscolare che lo ha tenuto lontano dai campi; Barella, dal canto suo, rappresenta l’energia e gli inserimenti, quelle qualità che hanno fatto la differenza in più di un’occasione. E allora Chivu, che in questi giorni ha lavorato per valutarne la condizione, aspetterà fino all’ultimo prima di ufficializzare le sue intenzioni -6.

L’alternativa, nel caso in cui il turco non partisse dal primo minuto, porta il volto e l’esperienza di Henrikh Mkhitaryan, un giocatore che conosce perfettamente i meccanismi e che garantirebbe una transizione meno brusca in mezzo al campo -5. Dall’altro lato, qualora Barella dovesse accomodarsi inizialmente in panchina, il giovane Sucic scalpita per avere una chance, ma la sensazione, filtrata dalle ultime ore di vigilia, è che l’ex Cagliari sia comunque favorito rispetto al croato per un posto da titolare -4. Insomma, al di là del ballottaggio, la sensazione è che Chivu voglia ritrovare al più presto i suoi big, ma senza rischiare di rimetterli subito a rischio.

Una difesa senza sorprese e l’attacco che non si tocca

Se a centrocampo l’interrogativo tiene banco, altrove i dubbi sembrano essersi dissolti. Davanti a Sommer, reduce da una stagione di grandi certezze, la linea a tre sarà composta da Bisseck, Akanji e Bastoni, con il solo Acerbi pronto a raccogliere un’eventuale eredità nello stretto finale che porta alla gara -1. Sugli esterni, Luis Henrique e Dimarco agiranno sulle rispettive corsie, chiamati a fornire la spinta necessaria per allargare la densa linea bianconera.

In attacco, poi, non c’è partita: la coppia che ha fatto sognare i tifosi fin qui è quella composta da Lautaro Martinez e Marcus Thuram, uniti non solo dai grafici tattici ma anche da numeri che pesano come macigni sulle speranze della Juventus. I due, assieme ad altri componenti del reparto offensivo, hanno messo insieme un bottino di reti che da solo vale più della metà della produzione totale della squadra, un dato che fotografa la loro centralità nel progetto nerazzurro e che, al contempo, mette in controluce le difficoltà realizzative degli attaccanti bianconeri -7. Per Marcus, poi, la sfida di stasera assume un sapore particolare: dall’altra parte, infatti, non ci sarà il fratello Khephren, out per un infortunio che gli impedirà di vivere il derby di famiglia -3.

Le scelte di Spalletti e il centrocampo bianconero rimaneggiato

Dall’altra parte della barricata, Luciano Spalletti deve fare i conti con l’assenza proprio di Khephren Thuram, un colpo che priva la sua mediana di fisicità e interdizione. Il tecnico della Juventus, però, non sembra intenzionato a stravolgere i piani e valuta con attenzione l’ipotesi di lanciare dal primo minuto Conceiçao, un giocatore capace di accendere la luce sulla trequarti e di creare superiorità numerica -1. La sua eventuale presenza sposterebbe gli equilibri, dando ai bianconeri un’opzione in più per scardinare la retroguardia interista.

Nel frattempo, in casa Inter, Zielinski si prepara a ricoprire quel ruolo di regista che potrebbe essere di Calhanoglu se le condizioni del turco non dovessero convincere del tutto Chivu -8. L’ex Napoli, abituato a giostrare in diverse zone del centrocampo, è la garanzia di continuità in un reparto che, con i due recuperi, torna finalmente ai massimi livelli. La sensazione, nelle ultime ore, è che alla fine sia Calhanoglu che Barella possano farcela a partire dall’inizio, magari con l’accortezza di gestirli in corso d’opera per non gravare su muscoli ancora non al top.

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