Il gioiello del Barcellona, Yamal, si infortuna dal dischetto: il mondiale è a rischio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’urlo strozzato del Camp Nou non è stato solo per il gol che valeva la vittoria, ma per il Corpo accasciato a terra del suo numero 10. Lamine Yamal, dopo aver trasformato il rigore decisivo contro il Celta Vigo, si è tenuto la parte posteriore della coscia sinistra con il volto contratto dal dolore, gettando un’ombra pesantissima non solo sul finale di stagione dei blaugrana, ma sull’intera estate della nazionale spagnola in vista dei Mondiali del 2026. Il gesto tecnico, perfetto nell’esecuzione, è stato subito seguito da una smorfia che lascia presagire il peggio: il pallone finito in rete e la richiesta immediata del cambio, senza nemmeno provare a festeggiare, hanno raccontato più di mille parole.

Una smorfia e il buio: la dinamica dell’infortunio

Accade al 40’ del primo tempo, durante una gara che i catalani dovevano assolutamente vincere per mantenere il passo in campionato. Yamal, che nell’occasione aveva conquistato il penalty dopo una serpentina in area, si carica la squadra sulle spalle dal dischetto. Calcia, segna, ma l’impatto del piede con il pallone sembra tradirlo: una fitta improvvisa alla coscia lo costringe a stendersi sul prato, circondato immediatamente dai compagni e dallo staff medico. Non si rialza, anzi, esce dal campo zoppicando in modo vistoso mentre al suo posto fa il suo ingresso Roony Bardghji. Per i tifosi spagnoli, seduti in un’atmosfera resa ancora più surreale da una lunga interruzione dovuta al malore di uno spettatore in tribuna (evento che ha richiesto l’intervento dei sanitari rallentando ulteriormente la partita), è stato un colpo al cuore doppio.

Le parole di Flick: “Sono preoccupato”

In sala stampa, il tecnico del Barcellona, Hansi Flick, non ha usato mezzi termini per descrivere lo stato d’animo dello spogliatoio. Pur rimandando ogni verdetto agli esami strumentali previsti per la giornata successiva (quando i medici potranno valutare l’entità reale della lesione), il suo tono tradisce un’ansia evidente: “C’è qualcosa. Dopo il gol, non avrebbe lasciato il campo senza una ragione valida. È successo qualcosa, dobbiamo aspettare e vedere di cosa si tratta”. Flick, pur cercando di non alimentare inutili allarmismi, ha lasciato intendere che la sua assenza potrebbe protrarsi ben oltre le partite immediate, definendo la situazione “sfortunata” e ammettendo di essere “preoccupato” per un giocatore che definisce vitale per gli schemi della squadra.

Timori di lesione e addio al mondiale

Nei media spagnoli, le prime indiscrezioni non lasciano spazio all’ottimismo. Si parla con insistenza di una possibile lesione ai muscoli ischiocrurali della coscia sinistra; nella peggiore delle ipotesi, una rottura che richiederebbe tempi di recupero lunghi, stimabili in almeno cinque o sei settimane. Se le risonanze magnetiche dovessero confermare la rottura del bicipite femorale, il giovane fuoriclasse non solo saluterebbe anzitempo la stagione regolare del Barcellona (saltando di fatto il resto del campionato, incluso probabilmente il Clasico contro il Real Madrid del 10 maggio), ma diventerebbe un’assenza pesantissima per la Roja in Nord America.

Il mondiale, ormai dietro l’angolo, rappresenta l’obiettivo stagionale per qualsiasi fuoriclasse, e perderne uno del calibro di Yamal sarebbe un duro colpo per le ambizioni spagnole di riconfermarsi sul tetto del mondo dopo il trionfo agli Europei. Pedri, suo compagno sia a Barcellona che in nazionale, ha provato a gettare acqua sul fuoco augurandosi che lo stop duri solo poche settimane, invitandolo alla calma e ricordandogli che la giovane età facilità i recuperi. Tuttavia, con l’appuntamento iridato che incombe, la Spagna trema e il Camp Nou trattiene il fiato.

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