Analisi del Ftse Mib: la battaglia tra rialzisti e ribellisti
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Redazione Economia
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Il mercato azionario italiano, dopo la brusca correzione registrata venerdì scorso che ha visto il Future sul Ftse Mib chiudere in netto ribasso con un calo dell’1,70%, ha vissuto una giornata di tentativi di ripresa, i quali, tuttavia, si sono scontrati con una prima e significativa area di resistenza. La situazione tecnica, che già da diverse settimane vede opporsi due distinte forze di mercato – gli acquisti da una parte e le vendite dall’altra – in una lotta per stabilire la direzione di tendenza principale, appare dunque ancora contrastata, richiedendo, prima di un’eventuale risalita consistente, una fase di riaccumulo o di assestamento. Il derivato con scadenza a dicembre 2025, non essendo riuscito a superare la soglia dei 41.200 punti, ha infatti subito un respingo, scendendo fino a toccare quota 41.750, in un contesto generale di grande cautela da parte degli operatori.
L'aggiornamento in diretta della seduta
Nella seduta di lunedì 13 ottobre, come riportato dall’Ufficio Studi Teleborsa in un aggiornamento in diretta alle ore 15:50, il Future ha mostrato un’andatura poco mossa rispetto alla chiusura precedente, posizionandosi a 41.790 punti. Le attese operative per il proseguimento della giornata sono state caratterizzate da una generale prudenza, con una prima resistenza individuata a 42.060 punti e un supporto più immediato, invece, in avvicinamento a 41.650. Queste indicazioni, come è bene precisare, non costituiscono un invito al trading, ma offrono piuttosto una mera fotografia delle dinamiche tecniche in essere, le quali, di per sé, non segnalano ancora una rottura definitiva dello stallo.
Lo status tecnico e i livelli critici
Lo status tecnico del Future sul principale indice italiano continua a mostrare segnali di peggioramento, sebbene non definitivi. L’area di supporto, dopo la chiusura del 10 ottobre, era stata fissata a 41.370 punti, mentre la resistenza al rialzo veniva individuata a 42.745. La mancata riconquista di livelli più elevati e il successivo respingo hanno lasciato spazio alla possibilità, per la seduta successiva, di un nuovo impulso ribassista, il cui target stimato è stato verosimilmente posizionato attorno ai 40.915 punti. La battaglia tra le due fazioni opposte, che dura ormai da circa quaranta giorni, rimane quindi tutto fuorché risolta, con il carro dei vincitori che attende ancora di essere trainato in una direzione netta.
La prospettiva operativa di breve periodo
Operativamente, la fase rimane delicata e richiede un’attenta valutazione. La necessità di una pausa riaccumulativa, prima di poter dare il via a un movimento rialzista di una certa consistenza, appare un passaggio quasi obbligato, dato che il mercato deve assorbire la tensione creatasi tra le opposte spinte. La cautela, di conseguenza, permane l’elemento dominante, con gli operatori che osservano da vicino l’evolversi dei prezzi rispetto ai livelli chiave di supporto e resistenza, i quali, da soli, dettano il ritmo di una danza i cui passi sono ancora incerti.




