West Nile, virus isolato in zanzare della Bergamasca: nessun contagio umano ma scattano le misure

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Nella provincia di Bergamo, come accade ormai da diversi anni, è stato rilevato il virus West Nile in alcuni esemplari di zanzare comuni (Culex pipiens), catturate nelle trappole posizionate a Romano di Lombardia. Lo conferma Barbara Giussani, responsabile sanitaria dell’Avis provinciale, sottolineando che si tratta di una situazione attesa e controllata, che non ha finora provocato contagi tra le persone. L’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, dopo aver identificato il patogeno, ha allertato il Centro nazionale del sangue, il quale ha immediatamente applicato le procedure standard per garantire la sicurezza delle donazioni.

La Culex pipiens, come spiega Paolo Roberto dell’IPLA, «deve prima pungere un uccello infetto e successivamente un essere umano per trasmettere il virus», un meccanismo che, seppur noto, richiede costanti attività di monitoraggio. In Piemonte, dove sono presenti oltre 60 specie di zanzare, una decina sono sorvegliate con particolare attenzione proprio per il loro potenziale ruolo nella diffusione di malattie.

Intanto, in Toscana, è stato registrato il primo ricovero legato al West Nile: una donna di 85 anni, residente a Latina, è stata trasferita in terapia sub-intensiva all’ospedale San Donato di Arezzo. Le sue condizioni, considerate serie, hanno immediatamente fatto sospettare un’infezione da Arbovirus, ipotesi confermata dai test di laboratorio. Si tratta, però, di un caso «importato», poiché la paziente – proveniente da un’area endemica come il basso Lazio – non aveva avuto contatti con il territorio toscano prima della comparsa dei sintomi.

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