Università italiane 2026, la classifica Censis premia Padova e la Calabria: tutte le posizioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La classifica del Censis per l'anno accademico 2026-2027 è stata pubblicata, come ogni anno, a metà luglio, e rappresenta un appuntamento fisso per chi deve scegliere l'università. L'edizione di quest'anno, che si basa su oltre 960 indicatori e analizza 70 diverse graduatorie, conferma alcuni primati ma regala anche sorprese e scalate importanti, soprattutto tra gli atenei del Sud Italia, che in diverse categorie si posizionano ai vertici della graduatoria nazionale.

La valutazione del Censis considera aspetti fondamentali come la qualità delle strutture, i servizi offerti agli studenti, le borse di studio, il livello di internazionalizzazione, la comunicazione digitale e, non ultimo, l'occupabilità dei laureati, fattori che incidono pesantemente sulla scelta degli studenti.

I mega atenei: Padova in testa, la Sapienza sul podio

Nella categoria dei mega atenei statali, quelli che contano oltre 40.000 iscritti, la classifica è guidata ancora una volta dall'Università di Padova, che con un punteggio di 91,2 si conferma saldamente al primo posto, seguita dall'Università di Bologna, stabile al secondo con 87,8 punti. La novità di quest'anno è l'ascesa de La Sapienza di Roma, che con 86 punti sale sul terzo gradino del podio, scavalcando l'Università di Pisa, ora quarta con 85,5 punti.

Perdono una posizione anche l'Università Statale di Milano e l'Università di Firenze, che scendono rispettivamente al quinto e sesto posto. Chiudono la classifica dei mega atenei l'Università di Bari, con 79,7 punti in penultima posizione, e la Federico II di Napoli, che con 74,2 punti si piazza all'ultimo posto, evidenziando un divario significativo con le prime della categoria.

Grandi atenei: la Calabria vola, Cagliari e Messina avanzano

La categoria dei grandi atenei statali, che raggruppa le università con un numero di iscritti compreso tra 20.000 e 40.000, vede al vertice l'Università della Calabria, che con 91,7 punti si riconferma prima, davanti all'Università di Pavia, seconda con 90,2 punti. L'Università di Cagliari, invece, è la vera rivelazione: con un punteggio di 88,5 guadagna due posizioni e sale sul terzo gradino del podio, precedendo l'Università di Parma, quarta con 88,3 punti.

L'Università di Perugia, al contrario, perde due posizioni e scende al quinto posto con 86,7 punti. Da segnalare l'ottimo balzo in avanti dell'Università di Messina, che guadagna tre posizioni e si piazza al dodicesimo posto con 81,5 punti, distinguendosi in particolare per l'indicatore sulla comunicazione e servizi digitali, dove ottiene il punteggio più alto in assoluto tra tutti i grandi atenei italiani.

Chiude la classifica di questa categoria l'Università di Catania, che con 79,2 punti si trova al quindicesimo e ultimo posto.

Medi e piccoli atenei, i politecnici e il quadro generale

Tra i medi atenei (da 10.000 a 20.000 iscritti), l'Università di Sassari conquista un risultato storico: con 93,2 punti si piazza al primo posto, davanti all'Università Politecnica delle Marche e alle Università di Trento e Udine, che si attestano rispettivamente a 92,8 e 92,7 punti. Nella categoria dei piccoli atenei, l'Università di Camerino si conferma leader con un punteggio di 95,3.

Per quanto riguarda i politecnici, la classifica è guidata incontrastata dal Politecnico di Milano, che con un punteggio di 100,8 precede il Politecnico di Torino e il Politecnico di Bari. Il quadro generale che emerge dalla classifica Censis del 2026-2027 mostra un sistema universitario italiano in movimento, dove alcune eccellenze del Sud Italia si affermano prepotentemente, mentre gli atenei del Nord confermano la loro tradizionale leadership nelle categorie di maggiori dimensioni.

L'aumento complessivo delle immatricolazioni, che secondo i dati provvisori crescono dello 0,9 per cento, testimonia la fiducia degli studenti nel percorso accademico, nonostante le differenze territoriali che il rapporto mette in luce.

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