Bagnaia: 'Non sono io ad essermi avvicinato alle Ducati, sono loro che si sono avvicinate a me'
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Redazione Sport
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Pecco Bagnaia ha chiuso il Gran Premio d'Austria in settima posizione, un piazzamento che, dopo tre gare consecutive senza punti, assume un peso specifico diverso rispetto alle ambizioni del pilota piemontese. Al traguardo del Red Bull Ring, il portacolori della Ducati ha tagliato la linea in ottava piazza, per poi guadagnare una posizione in classifica dopo la penalità di tre secondi inflitta a Fermin Aldeguer, che lo precedeva e che era stato sanzionato per non aver scontato una Long Lap Penalty.
Una domenica di sofferenza e reattività
La gara austriaca si è rivelata complessa per Bagnaia, alle prese con una moto che non gli ha mai restituito le sensazioni sperate. «Alla fine sono arrivato al traguardo», ha dichiarato il pilota della Ducati, «purtroppo ho avuto un piccolo problema ai freni, ma fortunatamente sono riuscito a gestire la situazione, grazie anche all'operazione di un mese fa».
Il riferimento è all'intervento chirurgico subito poco prima della pausa estiva, circostanza che gli ha permesso di mantenere il controllo della leva del freno quando questa ha iniziato a manifestare un comportamento irregolare. Lo stesso inconveniente ha colpito anche Marc Marquez, che ha descritto una leva del freno anteriore incapace di mantenere una posizione costante.
Il problema tecnico che accomuna le Ducati
Il malfunzionamento ai freni non è stato un episodio isolato: anche Fabio Di Giannantonio ha confermato che si tratta di un inconveniente già verificatosi in precedenza, e Marquez ha spiegato di aver dovuto affrontare ogni staccata senza sapere dove avrebbe trovato la leva. Per Bagnaia, il problema si è manifestato attorno al sesto-settimo giro, quando la leva si è avvicinata alla mano in tre occasioni, costringendolo ad allontanarla manualmente.
La circostanza assume un peso maggiore considerando che il prossimo appuntamento del calendario, a Motegi, è noto per le sue staccate particolarmente impegnative per l'impianto frenante.
Un passo indietro rispetto agli anni passati
Il Red Bull Ring, storicamente terreno fertile per la Ducati, ha restituito quest'anno un quadro profondamente diverso. «Più che avvicinarmi io alle altre Ducati sono loro che si sono avvicinati a me», ha osservato Bagnaia, «alla fine 7°/8°, anche nelle scorse gare ero vicino a farlo. Questa è una pista dove si stacca tanto e dove perdo un po' meno, ma vedremo. Oggi abbiamo notato una perdita un po' rispetto agli anni scorsi. Ci manca velocità d'ingresso e di percorrenza, soprattutto anche nella prima fase di pickup dove non riusciamo a trazionare bene».
Il pilota piemontese ha inoltre sottolineato come il tempo di gara sia stato significativamente più lento rispetto alle edizioni precedenti, un dato che conferma le difficoltà incontrate da tutte le Desmosedici sul tracciato austriaco.
Gomme e potenziale perduto
La questione degli pneumatici ha rappresentato un altro capitolo della domenica austriaca. Bagnaia ha tenuto a precisare che la carcassa utilizzata dalla Michelin sul circuito di Spielberg non è cambiata rispetto al passato: «Abbiamo questa carcassa da sempre su questa pista, non è cambiata». Il problema, dunque, non risiederebbe nella gomma in sé, quanto piuttosto nella capacità della moto di sfruttarne il potenziale. «Purtroppo è stata una gara anche abbastanza lenta.
Il vincitore è stato fortissimo tutto il weekend, ma il tempo di gara è stato abbastanza lento e noi abbiamo perso molto del nostro potenziale su questa pista. È un peccato perché le gomme sono rimaste le stesse di sempre qua ed è un peccato non poter riuscire a sfruttare il buono che abbiamo sempre avuto». Nel corso della stagione, la Ducati aveva già incontrato difficoltà con la carcassa da alte temperature in Brasile e in Thailandia, mentre in Austria il rendimento sembrava penalizzare le Rosse rispetto alle concorrenti.
Il contesto di una stagione complicata
Il settimo posto austriaco giunge al termine di un periodo particolarmente difficile per Bagnaia, che nelle tre gare successive alla pausa estiva non era riuscito a conquistare nemmeno un punto. La Sprint del sabato aveva già mostrato segnali di ripresa, con un sesto posto che aveva interrotto la serie negativa. Il pilota piemontese ha spiegato di aver lavorato sul passo gara con l'obiettivo di mantenere un ritmo costante, alzando il ritmo di mezzo secondo al giro nella fase centrale della corsa per portarsi al livello di Aldeguer e Binder.
La strategia ha prodotto i suoi frutti, consentendogli di rimanere agganciato al gruppo che si contendeva le posizioni di rincalzo.
Le parole sul futuro della Desmosedici
Nel dopogara, Bagnaia non ha nascosto la necessità di comprendere le ragioni del calo prestazionale della Ducati su una pista dove la casa di Borgo Panigale aveva dominato in passato. «Sono sempre concentrato, non ho mai perso la testa», aveva dichiarato in un'altra occasione, «ma oggi non riuscivo ad accelerare; tutti mi superavano in uscita di curva. Spero che Ducati me lo spieghi, perché sto perdendo la pazienza».
Si tratta di un tono più duro rispetto alle richieste di chiarimento rivolte in precedenza ad altri interlocutori tecnici, segno di una crescente insofferenza per una situazione che si protrae da diverse gare.
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