Obsession da record, Barker vola al box office: "rivoluzione" in corso a Hollywood

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   "Io ti amo così così così così così tanto". La frase, pronunciata da Inde Navarrette nei panni di Nikki, risuona ancora nelle sale come un mantra disturbante, un tic verbale che ha trasformato l'esordio di Curry Barker in un fenomeno culturale prima ancora che in un successo commerciale. cinefilos +3

Obsession, il thriller psicologico a bassissimo costo che sta riscrivendo i parametri del genere, non solo ha superato ogni più rosea previsione d'incasso, ma è diventato il caso di studio perfetto per una Hollywood che, forse per la prima volta, guarda ai creatori digitali non più con sospetto, ma con un misto di rispetto e interesse economico.

Realizzato con un budget che, nelle produzioni tradizionali, coprirebbe a malapena le spese di catering per una settimana – esattamente 750. ilcineocchio +3

000 dollari – il film ne ha già incassati oltre 224 milioni in tutto il mondo, raggiungendo quota 234 milioni secondo gli ultimi aggiornamenti, e diventando di fatto il più grande successo nella storia di Focus Features. rivistastudio +3

Il modello Barker e il sorpasso ai blockbuster

La scalata al box office di Obsession non è stata lineare, ed è proprio questa la sua forza.

Dopo un debutto che lo vedeva al terzo posto, il film ha compiuto una rimonta in controtendenza, incrementando gli incassi del 40% nella seconda settimana – un evento rarissimo, se non unico, per un horror, tanto da spingere Jason Blum, il potente produttore di Blumhouse, a definirla una pietra miliare per il genere. gqitalia +3

In Italia, dopo una settimana di “stanca” che lo aveva retrocesso al quinto posto, il lungometraggio è risalito sul podio, dimostrando un potere di tenuta che solitamente è appannaggio dei kolossal o dei titoli family-friendly.

A rendere il tutto più dolce per gli addetti ai lavori è il paragone con le uscite concorrenti: mentre Obsession scalava le classifiche, produzioni ben più corpose e facili da comunicare – si pensi a certi revival o a franchise d’azione – subivano il classico effetto flessione, incapaci di trattenere il pubblico oltre il weekend d’apertura. comingsoon +3

La "rivoluzione" di Maha Dakhil

Questo straordinario rapporto tra costo e profitto non è passato inosservato ai piani alti dell’industria.

Nel corso del Forbes Iconoclast Summit tenutosi a New York, Maha Dakhil, potente agente della CAA che segue carriere del calibro di Tom Cruise, ha indicato il successo di Barker – assieme a quello di Kane Parsons, regista di Backrooms – come l’evidenza lampante di una mutazione strutturale in atto. movieplayer +3

Dakhil, citata da testi internazionali, ha parlato apertamente di "rivoluzione", osservando che oggi i talenti creativi non hanno più bisogno del beneplacito dei grandi studi per imporre le proprie visioni o per raggiungere il pubblico; l’aspetto forse più rilevante della sua analisi riguarda la definizione di questi prodotti, che lei si rifiuta di liquidare come semplici "film horror senza senso", preferendo vederli come specchi rivelatori della condizione umana. gqitalia +3

La sua posizione è chiara: lo studio system, abituato a basarsi su formule consolidate e franchise, si trova ora a fare i conti con una generazione – quella Z – che ha fame di autenticità e di esperienze analogiche, premiando l’ingegno artigianale di chi, come Barker, ha imparato a costruirsi un seguito prima ancora di girare un singolo ciak per il grande schermo. cinefilos +3

Un ex youtuber alla conquista delle classifiche

Prima di diventare il nome del momento, Curry Barker era semplicemente un creatore per YouTube, gestendo il canale comico/horror That's a Bad Idea e realizzando corti come Milk & Serial con budget talmente ridotti da rasentare lo zero – l’equivalente digitale del cinema punk.

Obsession racconta la storia di Bear, un impiegato solitario in un negozio di musica che, impossessatosi di un giocattolo soprannaturale, costringe la sua amica Nikki ad amarlo, scatenando però una reazione a catena che trasforma l’affetto in una possessione morbosa e distruttiva. movieplayer +3

La trama, sulla carta semplice, si trasforma sullo schermo in un incubo claustrofobico che ha trovato nel passaparola il suo miglior alleato. È curioso notare, infine, il paradosso distributivo: nonostante la valanga d’incassi e il clamore, Blumhouse avrebbe intenzione di rispettare la finestra di lancio in digitale, prevista per i primi giorni di giugno, a meno di un mese dall’uscita nelle sale. gqitalia +3

Una decisione, questa, che stride con l’entusiasmo da botteghino, ma che conferma quanto il mercato dello streaming sia ormai una variabile imprescindibile anche per i film che, come Obsession, stanno dimostrando di saper vivere di luce propria ben oltre lo schermo del multisala. cinefilos +3

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