Achille Lauro, tra fragilità e pop: il nuovo album "Comuni mortali"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Achille Lauro, che da oltre dieci anni naviga tra urban, rock e glam rielaborandoli con una cifra personale, approda ora a un sound più pop, come dimostrano le ballate Amore disperato e Incoscienti giovani – quest’ultima portata sul palco di Sanremo – e l’atteso album Comuni mortali, in uscita il 18 aprile per Warner Music Italy. Un disco che, come suggerisce il titolo, esplora l’umanità nelle sue debolezze, «il racconto in musica delle nostre fragilità», come lo definisce l’artista.

Nato tra i quartieri romani di Serpentara e Vigne Nuove, cresciuto in una comune a 14 anni insieme al fratello Federico, Lauro ha fatto della trasformazione la sua costante. E se il suo percorso artistico è sempre stato segnato da una coerenza sotterranea, oggi quella ricerca si traduce in canzoni come Cristina, dedicata alla madre, un brano che rievoca con crudezza un’adolescenza complicata. «Quando lo ascolto mi viene il magone», ammette, senza nascondere l’emozione.

Proprio a Roma, lunedì sera, Lauro ha celebrato il suo ritorno con un concerto a sorpresa sulla scalinata di Trinità dei Monti, sotto una pioggia battente che non ha scoraggiato i cinquemila fan accorsi. Dieci brani in scaletta, tra cui un omaggio a Venditti con Notte prima degli esami, hanno anticipato l’uscita dell’album, scritto tra Los Angeles e New York, lontano dalle logiche commerciali. «Parla di come sono adesso», spiega, «e delle persone che hanno contato».

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