La furia dell’acqua e il richiamo fatale: cronaca di un venerdì di piene nel Nord Italia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO

Redazione Interno Redazione Interno   -   Non bastava la violenza delle raffiche di vento che, sferzando tetti e alberature tra Lombardia e Veneto, avevano già trasformato l’ora di cena in un incubo di lamiere divelte e corse contro il tempo per liberare automobilisti rimasti intrappolati.

Ieri, il maltempo che si è abbattuto sul Nord Italia ha lasciato un segno molto più profondo e doloroso, legato all’acqua che esce dagli argini e a una tragica quanto umana fragilità: quella di volersi avvicinare troppo alla furia di un fiume. mediaset +3

Per un uomo di 81 anni, residente a Varna, il desiderio forse di osservare da vicino la piena dell’Isarco a Bressanone si è trasformato in una caduta fatale nella corrente carica di detriti, un gesto che in queste ore di emergenza idrogeologica si sta purtroppo ripetendo, con esiti differenti, lungo diversi corsi d’acqua della regione. ildolomiti +3

L’anziano trascinato dalla corrente dell’Isarco

È accaduto nel tardo pomeriggio di mercoledì, quando i soccorsi sono stati allertati da un passante che aveva notato una persona galleggiare a fatica nei pressi del ponte cittadino, all’altezza della zona Rosslauf.

Per Alois Lageder, questo il nome della vittima, non c’era purtroppo più nulla da fare: i vigili del fuoco, giunti sul posto con il supporto del servizio di soccorso acquatico, hanno potuto solo recuperare il corpo senza vita, trascinato a riva dopo che la corrente lo aveva ormai reso inerme. ilgazzettino +3

La piena, gonfiata dalle precipitazioni delle ore precedenti, rendeva l’Isarco una trappola mortale, trasformando anche una semplice scivolata sulla sponda in un evento letale; la vittima, forse attirata dalla spettacolarità della natura scatenata, ha pagato con la vita quella fatale attrazione per l’acqua impetuosa. corriere +3

Il salvataggio miracoloso sul Tagliamento

A poche ore di distanza, e a dimostrazione di quanto il confine tra la vita e la morte sia labile in situazioni simili, il Friuli Venezia Giulia ha invece registrato un epilogo ben diverso, quasi miracoloso. Intorno alle 20.15, un uomo è scivolato da un ponte finendo nel Tagliamento, in un tratto compreso tra Dignano e Spilimbergo.

A differenza della tragedia altoatesina, lui ha avuto la prontezza o la fortuna di aggrapparsi disperatamente a un tronco emergente, riuscendo a mantenersi a galla nonostante la forza della corrente. ilgazzettino +3

La segnalazione di alcuni passanti ha attivato una macchina dei soccorsi complessa, che ha visto l’intervento combinato del Soccorso Alpino e dell’elisoccorso regionale: dall’elicottero è stato calato un tecnico con il verricello che, utilizzando la cosiddetta “ciambella”, ha agganciato il malcapitato e lo ha portato in salvo, scongiurando l’ennesima tragedia di una serata che già aveva dato troppo filo da torcere a protezione civile e pompieri. altoadige +3

Un secondo ritrovamento senza vita nell’Adige

Non è finita qui, perché l’alto Adige è stato nuovamente teatro di un intervento drammatico nella giornata di oggi, giovedì 11 giugno. Nel primo pomeriggio, alcuni passanti hanno notato un corpo trascinato dalle acque dell’Isarco nel tratto cittadino di Bolzano, lanciando immediatamente l’allarme che ha messo in moto vigili del fuoco e forze dell’ordine. ildolomiti +3

Il cadavere di una donna è stato avvistato poco dopo essere stato spinto dalla corrente verso sud, dopo la confluenza tra l’Isarco e l’Adige, fino a essere recuperato nei pressi del centro di guida sicura Safety Park.

Se per il 81enne di Bressanone la dinamica sembra riconducibile a una caduta accidentale legata all’osservazione della piena, per questa seconda vittima restano ancora tutti gli accertamenti del caso da effettuare da parte della questura, mentre la corrente restituiva lentamente un corpo che l’acqua non aveva voluto trattenere. lavocedelnordest +3

Su tutto il quadrante settentrionale, i danni materiali si contano ormai a centinaia: tetti sventrati dal vento a Bussolengo e nel Veronese, alberi secolari caduti sulle ambulanze a Garbagnate Milanese e una motociclista rimasta miracolosamente illesa a Novate Milanese dopo essere finita sotto un ramo.

In questo scenario, mentre la piena scende lentamente verso valle, restano le cicatrici sul territorio e il silenzio per chi non ha fatto ritorno. ilgazzettino +3

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.