Meteo, il caldo afoso lascia spazio a temporali estremi: le zone a rischio tra sabato e domenica
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L’anticiclone Caronte, che per giorni ha tenuto l’Italia stretta nella sua morsa di fuoco con punte di 39-40 gradi, mostra i primi segni di cedimento. Ma la tanto sospirata tregua dall’afa record, come spesso accade in queste dinamiche stagionali, si annuncia con il conto in salita: forti temporali, grandinate di grosse dimensioni e colpi di vento potrebbero interessare vaste aree del Paese già a partire da questo weekend, configurando un quadro meteo che gli esperti non esitano a definire a rischio di eventi estremi.
La perturbazione, che ha origine dall’Oceano Atlantico e che sta già colpendo Regno Unito e Spagna, raggiungerà l’Italia in forma sfrangiata, ma la sua spinta sarà sufficiente a rompere l’equilibrio dell’afa e ad abbassare le temperature su gran parte della penisola.
Il crollo dell’anticiclone e l’arrivo delle correnti atlantiche
Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo e responsabile media de iLMeteo.it, l’alta pressione di matrice africana sta già allentando la presa al Nord, esattamente laddove le correnti atlantiche riescono a insinuarsi con maggiore efficacia. La fase di stallo atmosferico, che ha favorito l’accumulo di calore e umidità al suolo, si sta trasformando in un carburante ideale per lo sviluppo di temporali di calore. Il mix di aria rovente e tassi di umidità in aumento, spiega Edoardo Ferrara di 3bmeteo, è la ricetta perfetta per generare fenomeni di particolare violenza.
L’invecchiamento dell’aria, insieme alla persistenza del caldo intenso, crea le condizioni ideali affinché le masse d’aria instabili possano dar luogo a nubifragi localizzati, con accumuli di pioggia che in poche ore potrebbero raggiungere quantità notevoli.
Le giornate di passaggio: quando e dove colpirà il maltempo
Il dominio dell’anticiclone africano proseguirà fino all’inizio della prossima settimana, ma con una differenza sostanziale rispetto ai giorni scorsi: le giornate non risulteranno più ovunque soleggiate e stabili. Al Centro-Sud, in particolare, il caldo opprimente continuerà a farsi sentire, ma l’aria più fresca in quota, in arrivo dall’Atlantico, andrà a creare forti contrasti termici. È proprio in queste zone di conflitto che si innescheranno i temporali più intensi, con grandinate che potrebbero assumere dimensioni consistenti.
I meteorologi indicano che le aree maggiormente esposte a questo rischio sono quelle del versante tirrenico, dalla Liguria alla Campania, ma non si escludono episodi di forte instabilità anche sul Triveneto e sulle zone interne del Lazio, dove la combinazione di orografia e calore accumulato potrebbe scatenare veri e propri nubifragi.
L’allarme per gli eventi estremi tra sabato e domenica
La finestra temporale più critica, quella in cui la probabilità di assistere a fenomeni violenti è più alta, è indicata tra sabato pomeriggio e domenica. In queste ore, il cedimento dell’alta pressione sarà più marcato e la perturbazione atlantica avrà modo di interagire con il calore accumulato nei bassi strati. Il rischio, come avverte Ferrara, è quello di assistere a temporali di particolare violenza, caratterizzati da fulmini, raffiche di vento improvvise e grandinate che, in alcuni casi, potrebbero superare i tre centimetri di diametro.
La mappa delle zone a rischio, tracciata dai modelli previsionali, evidenzia una fascia che va da Milano a Roma, passando per le pianure del Nord e l’Appennino centrale, ma con possibili sconfinamenti verso le coste adriatiche in un secondo momento. L’effetto forno ventilato, che per giorni ha fatto impennare i termometri, lascerà dunque spazio a un ben più concreto pericolo idrogeologico, con le autorità locali che restano in attesa di eventuali aggiornamenti sull’evoluzione delle celle temporalesche.
Le previsioni per la prossima settimana
Con l’inizio della nuova settimana, la situazione tenderà gradualmente a normalizzarsi. Le temperature, pur rimanendo sopra le medie stagionali, subiranno un calo sensibile, riportando il termometro su valori più consoni al periodo. Ma la tregua, almeno nell’immediato, non sarà totale: l’instabilità residua potrebbe ancora generare qualche acquazzone pomeridiano sulle zone interne e montuose, un classico della stagione estiva ma con una carica di energia decisamente superiore alla norma.
La perturbazione atlantica, pur giungendo indebolita, lascerà il segno sul clima italiano, spezzando definitivamente quella fase di stasi che aveva reso l’afa di questi giorni quasi insopportabile. Il conto, però, come spesso accade, sarà segnato da quei fenomeni convettivi che negli ultimi anni stanno diventando sempre più frequenti e violenti, un segnale che gli esperti continuano a monitorare con crescente attenzione.




