MasterChef Italia, esplode la sfida: due eliminazioni e un giudizio senza appello da Locatelli
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
La competizione entra nel vivo, dopo che le selezioni hanno definito il gruppo di aspiranti chef, con una serata che ha subito innalzato l’asticella della difficoltà e consegnato verdetti durissimi. La terza puntata, infatti, ha messo in palio, attraverso la prima Golden Mystery Box, un premio raddoppiato: due Golden Pin, ossia le spille d’oro che garantiscono un accesso diretto alla prova successiva. Davanti ai concorrenti, una volta sollevato il coperchio, sono comparsi ingredienti volutamente versatili – dalle zucchine al polpo, dalle friselle al vitello – pensati per testare non solo la tecnica ma soprattutto la capacità di interpretazione e creatività. La reazione iniziale è stata di fiducia, un sentimento che la gara si è incaricata di mettere rapidamente alla prova.
Il verdetto senza pietà sul piatto "da gatto"
L’atmosfera si è fatta ben più tesa durante lo Skill Test, una prova che ha visto la presenza, come giudici, di tre grandi nomi della ristorazione italiana, i quali hanno osservato e valutato con occhio esperto ogni mossa. È in questo frangente che uno dei piatti presentati ha scatenato la reazione più critica. Lo chef Antonino Cannavacciuolo non ha usato mezzi termini, definendo una preparazione talmente mal riuscita che “neanche un gatto” si sarebbe degnato di mangiarla. Un giudizio che è stato solo il preludio a quello, ancor più netto e carico di delusione, espresso da Giorgio Locatelli. Il celebre chef, osservando lo stesso piatto o uno di simile fattura, ha dichiarato senza esitazione di trovarsi di fronte a «uno dei piatti peggiori di sempre» visti nel corso del programma, un’affermazione che ha gelato la cucina e segnato inevitabilmente il destino del concorrente autore della preparazione.
La doppia eliminazione e i primi segnali di forza
La serata, come spesso accade, ha dovuto quindi fare i conti con il regolamento spietato della competizione, che prevede, dopo una serie di valutazioni incrociate, il momento dell’eliminazione. A uscire dalla cucina sono state due donne, Katia e Giuliana, le quali – nonostante un impegno e una fatica evidenti – non sono riuscite a tenere il passo con un gruppo di concorrenti che, nel suo complesso, è apparso da subito particolarmente agguerrito e preparato. Le loro storie si interrompono qui, mentre per altri la strada sembra già delinearsi con maggiore chiarezza. Alcuni volti, infatti, hanno dimostrato di possedere quel “passo in più” che li distingue, tanto che gli osservatori iniziano a parlare di potenziali favoriti, in una stagione che sembra non avere un unico protagonista designato come in passato.
Le prime pagelle e lo scenario che si delinea
Tra alti e bassi, errori clamorosi e lampi di talento, inizia a prendere forma il primo identikit della masterclass. C’è chi, come Dounia, pur partendo con un approccio non impeccabile – avendo fatto bollire eccessivamente le patate per una crema durante la Mystery Box – ha comunque mostrato potenziale, guadagnandosi un giudizio positivo. E c’è chi, al contrario, ha rivelato lacune difficili da colmare nel giro di una sola puntata. Quel che è certo è che il livello, rispetto ad alcune edizioni precedenti, pare più alto e omogeneo, promettendo una lotta serrata senza quartiere. La carica emotiva e la determinazione che hanno caratterizzato le selezioni si sono trasferite integralmente nella gara vera e propria, dove ogni piatto consegnato al giudizio degli chef diventa un passaggio decisivo, senza possibilità di appello.




