Venezia celebra il Redentore tra fuochi, tradizione e omaggio a Casanova

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Migliaia di persone, già dalle prime ore della serata, hanno preso posto lungo le rive e sulle barche per assistere allo spettacolo pirotecnico del Redentore, uno degli appuntamenti più attesi dell’anno a Venezia. Piazza San Marco, delimitata e contingentata per garantire l’ordine, è sorvegliata da un dispiegamento di forze dell’ordine, steward e addetti alla sicurezza, mentre i veneziani e i turisti si preparano a vivere la "notte famosissima", come la definì Giacomo Casanova, a cui quest’anno è dedicata l’edizione.

A trecento anni dalla nascita dell’avventuriero veneziano, simbolo di libertà e seduzione, i fuochi d’artificio – previsti per le 23.30 e della durata di quaranta minuti – hanno assunto un significato particolare, trasformandosi in un tributo alla sua figura. Tra le calli e i campielli, l’atmosfera è quella di sempre: tavoli apparecchiati alla Giudecca con tovaglie portate da casa, piatti di plastica che tintinnano e il menù tradizionale, fatto di sarde in saor, risi e bisi e anguria a spicchi.

Sul Bacino di San Marco, gremito di imbarcazioni, e lungo le fondamenta, dove la folla si accalca in attesa dello spettacolo, si respira un’aria di festa che unisce residenti e visitatori. La cena, consumata all’aperto tra risate e brindisi, precede l’attesa clou della serata: l’esplosione di colori nel cielo stellato, che ogni anno regala emozioni uniche.

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