Lecco ricorda Aldo, il camionista morto sul lavoro, mentre i dati sui decessi raddoppiano
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Redazione Interno
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Il ricordo di Aldo, uomo semplice e generoso, ha costituito il momento più intenso, nonché il più silenzioso e autentico, dell'intera giornata. Durante la 75ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Infortuni sul Lavoro, celebrata a Lecco, è stato commemorato Aldo Civillini, il camionista di 49 anni deceduto lo scorso 16 luglio; le parole, scritte dalla sua famiglia e lette dal consigliere provinciale Antonio Pasquini, hanno attraversato il cuore della cerimonia, trasformandola in un atto di memoria privata e collettiva. Quel che ne è emerso, al di là della commozione, è stata la figura di un individuo la cui scomparsa, come tante altre, segna un vuoto incolmabile e rappresenta l'aspetto più tragico e inaccettabile di un fenomeno che le statistiche, purtroppo, continuano a descrivere con numeri allarmanti.
Il paradosso dei dati: infortuni in calo, vittime in aumento
Se da un lato le commemorazioni onorano le esistenze spezzate, dall'altro le analisi dell'Inail forniscono un quadro contraddittorio e preoccupante per il territorio cremonese. Nei primi otto mesi dell'anno gli infortuni denunciati sono infatti calati, attestandosi a 2.888 episodi contro i 3.058 del medesimo periodo del 2024, con una flessione del 5,6%. Questa tendenza generale, che potrebbe indurre a un cauto ottimismo, nasconde però una realtà ben più fosca: le vittime sono quasi raddoppiate, passando da 5 a 9, con un incremento dell'80% che tocca un picco del 133% se si considerano i soli casi avvenuti "in occasione di lavoro". Una di queste, purtroppo, era Aldo.
Le criticità nei settori della sanità e dei servizi sociali
A completare un panorama già complesso, si registra una drammatica escalation in settori cruciali come la sanità e i servizi sociali, dove la pressione lavorativa e le condizioni operative sembrano acuire i rischi. L'attenzione dei sindacati, in occasione della Giornata, si è concentrata proprio su questo paradosso: una diminuzione complessiva degli eventi non si traduce automaticamente in un ambiente più sicuro, come dimostra il numero crescente di decessi. "Salute e sicurezza sul lavoro potranno essere garantite solo se ne verrà migliorata la qualità", ha affermato il segretario generale della Cgil Liguria Maurizio Calà, sottolineando come l'obiettivo di un lavoro dignitoso e protetto appaia, alla luce dei fatti, ancora distante.
La necessità di un cambio di passo
La memoria di Aldo e dei tanti altri, che le cerimonie cercano di tenere viva, si scontra dunque con una fredda contabilità che richiede azioni concrete. L'appello dei sindacati a investire di più sulla sicurezza, sebbene ripetuto, trova nuova urgenza davanti a statistiche che, nonostante un calo generale degli infortuni, vedono raddoppiare il tributo più estremo. Quel che emerge, in definitiva, è la necessità di un impegno rinnovato da parte di tutte le istituzioni per tradurre la commemorazione in prevenzione efficace, affinché il ricordo non resti l'unica risposta a tragedie annunciate.




