La nuova Mazda CX-6e, aperti gli ordini in Italia: il SUV elettrico parte da 46.750 euro
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Redazione Economia
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La casa di Hiroshima ha ufficialmente aperto la raccolta degli ordini per la nuova Mazda CX-6e, il suo secondo veicolo completamente a batteria dopo la MX-30, e lo ha fatto con un allestimento che punta a ritagliarsi uno spazio consistente nel segmento dei SUV elettrici di medie dimensioni, un territorio dominato da modelli del calibro di Volkswagen ID.4, Hyundai Ioniq 5 e Tesla Model Y. Il listino italiano prende il via da 46.750 euro per la versione Takumi, mentre per la più ricca Takumi Plus, che introduce tra l’altro i sofisticati specchietti retrovisori esterni digitali, il prezzo di attacco sale a 49.750 euro -1-2. La vettura, svelata in anteprima mondiale al Salone dell’Auto di Bruxelles lo scorso gennaio, non si limita a proporre una motorizzazione elettrica, ma cerca di distinguersi per un’interpretazione personale del concetto di SUV, coniugando le linee fluide del linguaggio stilistico Kodo – Soul of Motion, ormai un marchio di fabbrica, con soluzioni tecniche e tecnologiche che guardano al futuro -4.
Un debutto nella cornice del MAXXI tra design e architettura
Proprio per sottolineare questo legame profondo tra la forma e la funzione, la presentazione nazionale è avvenuta in una location d’eccezione: il MAXXI di Roma, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo progettato da Zaha Hadid -4. La scelta di questo spazio, con le sue geometrie audaci e le sue linee che sembrano sfidare la staticità, non è stata casuale e ha permesso di instaurare un dialogo visivo immediato tra il linguaggio architettonico contemporaneo e l’evoluzione del design automobilistico nipponico. All’interno del Mazda Temporary Exhibition, un’estensione pensata appositamente per l’occasione e allestita come un vero e proprio polo espositivo, la CX-6e è stata esposta con la cura che si riserva a un’opera d’arte, circondata dai disegni progettuali e dagli studi stilistici che ne hanno segnato la genesi creativa, quasi a voler svelare al pubblico il percorso, fatto di ricerca e di dettaglio, che conduce dall’idea iniziale al modello definitivo -4.
Dimensioni generose e un abitacolo votato alla tecnologia
L’architettura del nuovo SUV, che con i suoi 4,85 metri di lunghezza, 1,94 di larghezza e un passo di 2,90 metri promette un abitacolo spazioso e vivibile per cinque persone, poggia su una piattaforma che deriva dalla stretta collaborazione con il partner cinese Changan, la stessa che ha dato vita anche alla berlina Mazda6e -1-5. Ciò che colpisce immediatamente, salendo a bordo, è la quasi totale assenza di elementi di disturbo visivo: la plancia è dominata da un imponente display touch da 26 pollici con risoluzione 5K, una superficie orizzontale che si estende fino a coinvolgere idealmente il passeggero anteriore, offrendo la possibilità di gestire separatamente le proprie funzioni di intrattenimento -3-5. Non c’è traccia del classico quadro strumenti di fronte al conducente, sostituito invece da un ampio head-up display che proietta le informazioni essenziali per la guida direttamente sul parabrezza, una soluzione che mira a ridurre le distrazioni e a mantenere lo sguardo sempre sulla strada -1-5. I comandi vocali e quelli gestuali, capaci di riconoscere sette diversi movimenti, completano un’interfaccia uomo-macchina che cerca di coniugare l’innovazione con l’intuitività, mentre l’illuminazione ambientale interna può essere personalizzata con ben 256 tonalità diverse -1-8.
Batteria LFP, autonomia e ricarica rapida per l’uso quotidiano
Sotto il profilo squisitamente tecnico, la Mazda CX-6e adotta un approccio che privilegia la semplicità e l’efficienza, almeno per questa fase di lancio. L’unica motorizzazione disponibile è quella posteriore da 258 cavalli e 290 Nm di coppia, un’unità che spinge il SUV da 0 a 100 km/h in 7,9 secondi, una prestazione più che dignitosa per la categoria, e che lo porta a una velocità massima, autolimitata, di 185 km/h -1-8. La batteria che alimenta il propulsore è un pacco da 78 kWh di capacità lorda, realizzato con chimica al litio ferro fosfato (LFP): questa scelta, come è noto, privilegia la durabilità nel tempo e la sicurezza termica rispetto alla massima densità energetica, garantendo comunque un’autonomia dichiarata nel ciclo WLTP fino a 484 chilometri, un valore che la rende adatta a un utilizzo che spazia dagli spostamenti quotidiani ai viaggi più lunghi -1-5. Per questi ultimi, la casa dichiara una potenza di ricarica in corrente continua fino a 195 kW, un dato che, sulla carta, consente di passare dal 10 all’80 per cento della carica in circa 24 minuti; in corrente alternata, invece, la potenza massima accettata è di 11 kW, sufficienti per una ricarica notturna completa in poco più di otto ore -1-3. Lo spazio per i bagagli non è stato sacrificato: si contano 468 litri nel vano posteriore, espandibili abbattendo gli schienali, a cui si aggiungono gli 80 litri del frunk anteriore, quel vano sotto il cofano che si rivela particolarmente utile per riporre i cavi di ricarica -1-5. L’arrivo nelle concessionarie italiane è previsto per l’inizio dell’estate, un appuntamento che dirà se questa interpretazione giapponese del SUV elettrico saprà conquistare una fetta di mercato in un segmento già affollato e competitivo -1.




