Napoli, festa azzurra a Capodichino al ritorno dalla trasferta di Lecce

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’entusiasmo ha raggiunto livelli difficili da contenere sabato sera a Napoli, dove migliaia di tifosi hanno accolto la squadra di Antonio Conte al rientro dalla vittoriosa trasferta di Lecce, un successo che avvicina ulteriormente gli azzurri alla conquista del quarto scudetto della loro storia. Il volo charter partito da Brindisi, con a bordo il tecnico e i giocatori, è atterrato intorno alle 23.15 all’aeroporto di Capodichino, dove ad attenderli c’era una folla in delirio. Nonostante l’ora tarda, i sostenitori hanno preso d’assalto i taxi che riportavano i calciatori verso casa, trasformando l’arrivo in un’apoteosi di cori e bandiere.

Quella contro il Lecce, risolta dal gol di Giacomo Raspadori, è stata una vittoria che vale doppio: non solo ha confermato il sorpasso in classifica sul Torino, ma ha allargato a +6 il vantaggio sull’Inter, seconda in graduatoria. Con quattro giornate ancora da disputare, il Napoli si ritrova così a guidare la Serie A con un margine che, se mantenuto, potrebbe presto trasformarsi in matematica certezza. Un percorso, il loro, che ha trovato un’altra tappa fondamentale in Salento, dove i giallorossi – alle prese con una complicata lotta per non retrocedere – hanno opposto resistenza senza però riuscire a fermare la marcia degli uomini di Conte.

Fuori dallo stadio Via del Mare, intanto, i tifosi azzurri hanno dato vita a un’autentica festa, con fumogeni, cori e balli che hanno prolungato la serata ben oltre il fischio finale. Tra loro c’era chi già sognava di poter celebrare il tricolore, anche se Raspadori, autore del gol decisivo, ha preferito smorzare gli entusiasmi: "Pensiamo solo alla prossima gara", ha dichiarato con pragmatismo. Eppure, il suo contributo in questa fase cruciale della stagione è difficile da sottovalutare. Dopo un inizio di campionato in sordina, l’ex Sassuolo è diventato un perno insostituibile, dimostrando una maturità che pochi gli riconoscevano. Quella stessa maturità che, due anni fa, lo aveva portato a firmare il gol contro la Juventus, un episodio che aveva di fatto consegnato lo scudetto alla squadra di Spalletti

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