Brad Pitt e il film "F1": l'adrenalina delle corse raccontata con l'aiuto di Hamilton
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Guidare a 320 chilometri orari, con la sensazione che «la testa sia sul punto di staccarsi dalle spalle», è un’esperienza che Brad Pitt descrive con un misto di entusiasmo e incredulità. «Non so nemmeno io come sono riuscito a farlo», ammette l’attore, riferendosi alle sequenze di guida che definisce «le più viscerali mai viste in un film». Una sfida tecnica e fisica, resa possibile grazie alla collaborazione con piloti come Lewis Hamilton, che hanno contribuito a plasmare un racconto autentico del mondo della Formula 1, anche per chi non ne conosce i dettagli.
La pellicola, diretta da Joseph Kosinski – già autore di "Top Gun: Maverick" –, promette di essere «la più grande promessa mai realizzata», come suggerisce lo stesso titolo del film. Pitt interpreta Sonny Hayes, un ex pilota degli anni ’90 che torna in pista dopo trent’anni, affrontando una rivalità interna con il giovane compagno di squadra Joshua Pearce (Damson Idris). Un ruolo che richiedeva non solo carisma, ma anche una preparazione atletica e tecnica fuori dal comune, come dimostrano le prove su una McLaren MCL60 effettuate ad Austin.
L’attore, che alla prima newyorkese ha sfilato sul red carpet prima di sedersi al volante di un’auto da corsa, ha confessato di essere «un fan di questo sport», paragonandolo a una «religione». Un’analogia che spiega la meticolosità con cui sono state ricreate le scene di gara, studiate per trasmettere l’adrenalina e la tensione delle competizioni reali. Il cast, che include anche Javier Bardem e Kerry Condon, ha lavorato a stretto contatto con esperti del settore, mentre la produzione ha sfruttato tecnologie avanzate per riprodurre la velocità senza ricorrere esclusivamente agli effetti digitali.




