Dbrand e Jsaux lanciano le skin per Steam Machine, ispirate al cubo di Portal
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Mentre l'attenzione del pubblico è ancora concentrata sull'annuncio della Steam Machine, due aziende specializzate nel settore degli accessori, Dbrand e Jsaux Gaming, hanno colto al volo l'opportunità di proporre cover e skin personalizzate per il nuovo dispositivo di Valve. La scocca rimovibile, caratteristica tecnica di cui si era già parlato, ha reso inevitabile un simile sviluppo, trasformando quella che era una mera possibilità in una concreta offerta commerciale disponibile sin dai primi istanti. Tra le proposte, che non mancano di spaziare tra diversi design, una in particolare è apparsa quasi scontata, data la forma cubica dell'hardware: la pelle adesiva che riproduce le sembianze del Cubo da compagnia, iconico oggetto della serie di videogiochi Portal. È un'operazione di marketing, questa, che sfrutta con tempestività un'identità visiva profondamente radicata nell'immaginario collettivo dei giocatori, i quali, da una parte, si vedono offerta una personalizzazione immediata e, dall'altra, assistono a una forma di celebrazione non ufficiale del patrimonio videoludico della stessa casa produttrice.
L'interrogativo sul prezzo
Sebbene l'entusiasmo per le personalizzazioni sia palpabile, rimane in sospeso una questione fondamentale per determinare il successo commerciale della piattaforma: il suo costo finale. Valve, com'è sua consuetudine, mantiene un riserbo quasi assoluto sull'argomento, lasciando che siano le dichiarazioni dei suoi collaboratori e le impressioni di chi ha avuto un accesso privilegiato al prodotto a tracciare un quadro, per quanto nebuloso. Dalle parole di uno degli ingegneri coinvolti nel progetto e dalle valutazioni di alcuni partecipanti all'evento di presentazione, emerge l'idea di una possibile forbice di prezzi, suggerendo che la strategia potrebbe puntare su diverse fasce di mercato. Si delinea, insomma, uno scenario in cui l'azienda sembra voler coprire più segmenti, senza però fornire alcun numero certo che possa fugare i dubbi degli osservatori più attenti.
La smentita ufficiale sui bundle
Parallelamente alle discussioni sull'estetica e sul prezzo, un'altra voce aveva iniziato a circolare con insistenza dopo la presentazione, alimentando aspettative che molti ritenevano ormai prossime al compimento. Si trattava della possibilità che la Steam Machine potesse essere distribuita in bundle con un nuovo capitolo della serie Half-Life, il mitico Half-Life 3. A spegnere bruscamente ogni entusiasmo sono stati direttamente due rappresentanti di Valve, i quali, durante un'intervista, hanno categoricamente escluso che il dispositivo sarebbe stato accompagnato da un titolo inedito della software house. “No”, è stata la risposta secca di Pierre-Loup Griffais e Lawrence Yang alla domanda se la console avesse un gioco nuovo preinstallato, chiudendo così, almeno per il momento, un capitolo di speculazioni che aveva tenuto banco per giorni.
Le tempistiche di uscita
Con l'arrivo sul mercato previsto per i primi mesi del 2026, la Steam Machine si appresta a vivere un periodo di gestazione piuttosto lungo, durante il quale l'azienda avrà modo di affinare ulteriormente il sistema operativo SteamOS e di consolidare i rapporti con i partner. Questo lasso di tempo, che separa l'annuncio dalla effettiva commercializzazione, permette anche ai player dell'indotto, come dimostrano le iniziative di Dbrand e Jsaux, di costruire un ecosistema di accessori già maturo al momento del lancio. La scelta di Valve di non legare il destino del suo hardware a un titolo così atteso, se da un lato delude una parte del pubblico, dall'altro sposta l'attenzione sulle caratteristiche intrinseche della macchina e sulla sua libreria software, basata su Linux.




