Martinenghi d'oro nei 100 rana, Cerasuolo bronzo. Curtis terza nei 100 stile agli Europei di Parigi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La seconda giornata di finali agli Europei di nuoto di Parigi regala all'Italia un bottino di tre medaglie, con la piscina del Centre Aquatique de la Métropole du Grand Paris che esalta gli atleti azzurri. Il momento clou arriva dalla gara dei 100 metri rana maschili, dove Nicolò Martinenghi, campione olimpico in carica e già vincitore del titolo europeo a Roma nel 2022, si riconferma sul tetto del continente con il tempo di 58"58. Una doppietta di tutto rispetto per l'Italia, considerando che il bronzo è andato al suo compagno di squadra Simone Cerasuolo, che ha chiuso in 58"90.

Il dominio azzurro nei 100 rana e la prima volta di Curtis

Il podio dei 100 rana ha visto salire anche il russo Ivan Kozhakin, in gara sotto bandiera neutrale, che si è piazzato tra i due azzurri conquistando l'argento con il crono di 58"68. Per Cerasuolo, emiliano delle Fiamme Oro, si tratta di una medaglia dal sapore speciale: l'atleta ha ammesso di essersi presentato in vasca con una determinazione feroce, dichiarandosi arrabbiato dopo le semifinali e pronto a lottare pur di raggiungere il podio. L'Italia ha festeggiato anche con Sara Curtis, che ha scritto una pagina di storia per il nuoto femminile italiano.

La nuotatrice classe 2006, alla sua prima medaglia continentale in vasca lunga, ha conquistato il bronzo nei 100 metri stile libero con il tempo di 52"72, diventando la prima azzurra a salire sul podio in questa specialità. La gara è stata dominata dalle olandesi Marrit Steenbergen, oro con il record dei campionati (51"90), e Milou Van Wijk, argento per un solo centesimo (52"71).

La carica di Martinenghi: "Una gara di cuore e riscatto"

Al termine della finale, Nicolò Martinenghi ha raccontato ai microfoni di Rai Sport la sua emozione e il peso specifico di questa vittoria. L'atleta lombardo, che aveva accarezzato l'idea del ritiro, ha definito la gara come una prova di cuore e di riscatto, nella quale ha messo in acqua tutto ciò che aveva senza preoccuparsi del risultato. La sua prestazione è stata caratterizzata da una determinazione che ha prevalso sulla tattica, come lui stesso ha sottolineato: "Oggi su quel blocco mi sentivo di avere qualcosa in più per lottare".

Un'impresa che arriva a due anni esatti dal suo ultimo grande trionfo nella capitale francese, suggellando un ritorno ai vertici del nuoto europeo che sa di rivalsa personale.

Il medagliere e il resto della spedizione azzurra

Il successo di Martinenghi e i bronzi di Cerasuolo e Curtis portano a quattro il numero di medaglie conquistate dall'Italia nelle gare in vasca a Parigi, per un totale di ventisette podi in tutta la rassegna continentale. Nella prima giornata di finali, era già arrivato l'argento di Alberto Razzetti nei 400 misti, unico azzurro a fermare il cronometro dietro al russo Ilia Borodin. L'Italia si conferma quindi una delle nazioni più temute in questo Europeo, in una sfida al vertice del medagliere che vede come principali contendenti Gran Bretagna e Russia.

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