Ferrari chiude i test di Barcellona con un lampo di Leclerc, mentre i team concentrano il lavoro sulla raccolta dati in vista dei collaudi in Bahrain.

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nell'ultima mattinata di test al Montmelò, un giro veloce di Charles Leclerc ha acceso gli animi, sebbene i tempi cronometrici, in questa fase, vengano considerati del tutto privi di significato assoluto. Il pilota monegasco, dopo aver affrontato una prima serie di giri con le mescole più dure, ha infranto la barriera dell'un minuto e diciassette secondi per poi migliorarsi ulteriormente, segnando il miglior tempo provvisorio della giornata con le gomme più tenere. Si è trattato, tuttavia, di un episodio isolato in una sessione il cui scopo principale rimaneva l'affinamento delle vetture e la validazione dei dati raccolti in simulatori, un obiettivo ribadito con forza da tutti i team principal intervenuti nel corso della settimana catalana.

Il vero obiettivo: chilometri e affidabilità

L'attenzione delle squadre, mentre il campionato del mondo attende il via il prossimo 8 marzo, è stata catalizzata non sulle prestazioni pure ma sulla necessità di accumulare quanti più chilometri possibile, scongiurando guasti e verificando la solidità dei nuovi pacchetti tecnici. La Ferrari, in questo senso, ha chiuso la sua due giorni con un bottino di oltre centosettanta giri complessivi, suddivisi tra Leclerc e Lewis Hamilton, un risultato che va nella direzione indicata dall'approccio metodico di questo periodo di shakedown. Anche le altre scuderie presenti, dalla Red Bull alla McLaren fino alla Alpine e alla minacciosa Aston Martin di Fernando Alonso, hanno seguito una trafila analoga, concentrandosi su prove di affidabilità e raccolta dati, mentre Mercedes e Racing Bulls avevano già concluso il loro programma di lavoro il giorno precedente.

Un calendario serrato verso Sakhir

La pausa che separa questi primi test dal successivo appuntamento in Bahrain, fissato per le prossime settimane, sarà dedicata a un'analisi meticolosa delle informazioni raccolte sulle piste barcellonesi, le quali offrono un mix impegnativo di curve veloci e medie che costituisce un banco prova ideale per le monoposto. I tecnici, dunque, avranno molto da studiare nei laboratori delle fabbriche, prima di tornare in pista nel deserto per i collaudi che precedono l'inizio della stagione, unici momenti in cui si potrà iniziare a tracciare, seppur con cautela, un primo abbozzo di gerarchia tra le vetture.

Lavoro di squadra oltre i riflettori

L'attività in Circuit, nonostante l'assenza di spettatori e il carattere strettamente tecnico delle sessioni, è stata intensa e ha visto i team alternarsi in pista per sfruttare ogni minuto a disposizione. Ogni pilota, incluso Max Verstappen sulla Red Bull, ha svolto un programma specifico mirato a testare componenti e comportamenti della vettura in diverse condizioni, un lavoro oscuro ma fondamentale che costituisce la base per gli sviluppi futuri. L'impressione generale che emerge dai box è quella di una concentrazione massima sul processo, dove il singolo risultato lapidario conta meno della mole di lavoro portata a termine senza intoppi significativi, in un silenzio operoso che presto lascerà il posto al rombo della competizione.

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