Il Sassuolo in dieci affonda l'atalanta, nerazzurri ko al Mapei stadium

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Al Mapei Stadium di Reggio Emilia, la ventisettesima giornata della Serie A Enilive regala un esito che profuma di autentico paradosso calcistico, con il Sassuolo che si aggiudica i tre punti nonostante abbia giocato in inferiorità numerica per ben settantaquattro minuti. Sono stati gli uomini di Fabio Grosso, infatti, a imporsi con un netto 2-1 su un'Atalanta reduce dall'ebbrezza europea per la qualificazione ottenuta contro il Borussia Dortmund, apparsa però irriconoscibile e incapace di approfittare della superiorità numerica.

La partita, va detto, aveva iniziato a mettersi in salita per i neroverdi già al sedicesimo, quando l'arbitro Marchetti ha estratto il cartellino rosso diretto nei confronti di Andrea Pinamonti: l'intervento in scivolata dell'attaccante, giudicato pericoloso ai danni di Djimsiti, non lasciava spazio a interpretazioni, e il Var ha prontamente confermato la decisione, lasciando il Sassuolo in dieci. Un colpo che avrebbe potuto spezzare le gambe a chiunque, eppure la reazione dei padroni di casa è stata quella di una squadra che non solo non si è disunita, ma ha trovato la forza di passare in vantaggio sette minuti più tardi. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Laurienté, la sfera è arrivata a Ismael Koné, il quale, tutto solo nel cuore dell'area, non ha avuto difficoltà a depositarla in rete, gelando un pubblico, quello ospite, che già pregustava una rimonta agevole.

Una superiorità numerica che non si vede e il raddoppio firmato Thorstvedt

Nella ripresa, Raffaele Palladino, nel tentativo di dare scossa e vivacità al suo undici, ha operato un triplice cambio inserendo Krstovic, Zappacosta e Sulemana rispettivamente al posto di Scamacca, Bellanova e Bernasconi. La musica, però, non è cambiata in maniera sostanziale, anzi, l'Atalanta, pur col controllo del pallone e della manovra, continuava a scontrarsi contro un muro eretto con intelligenza tattica da Grosso, con i suoi che, quando potevano, ripartivano con pericolosa velocità. Ed è stato proprio in una di quelle rare sortite offensive che il Sassuolo ha trovato il raddoppio: al sessantanovesimo, ancora Laurienté si è reso protagonista di una giocata decisiva, servendo a Kristian Thorstvedt un pallone che il centrocampista, con un sinistro al volo di prima intenzione, ha trasformato in un bolide che si è infilato sotto l'incrocio, senza lasciare scampo a Carnesecchi.

La reazione degli orobici, a dir la verità, è apparsa più dettata dall'orgoglio e dalla frustrazione che da una chiara lucidità calcistica, e nonostante i numerosi tentativi – si contano due legni colpiti dai bergamaschi e una serie di conclusioni respinte da un attento Muric – il gol della speranza è arrivato solo a due minuti dal termine. A siglarlo è stato Musah, bravo a intervenire su una respinta della difesa, ma per l'Atalanta non c'è stato il tempo materiale per organizzare un assalto finale degno di questo nome. I minuti di recupero, quattro, sono scivolati via senza sussulti, consegnando al Sassuolo una vittoria che sa di impresa e all'Atalanta una sconfitta che, per modalità e contesto, pesa come un macigno sulle ambizioni di classifica.

L'analisi di una occasione persa e le implicazioni in classifica

L'analisi dei numeri, in casi come questo, può talvolta raccontare una verità parziale, eppure i freddi dati dicono di un'Atalanta che ha letteralmente dominato il possesso palla, attestatosi attorno al settantasei per cento, e che ha collezionato un numero impressionante di tiri verso la porta avversaria, ventisei conclusioni totali contro le appena sette del Sassuolo. Ma il calcio, si sa, non è una scienza esatta e la sostanza, quella che conta, risiede nel punteggio finale: un 2-1 che fotografa una resa inaspettata di fronte a un avversario ridotto in dieci uomini per quasi tutta la durata dell'incontro. I nerazzurri, reduci dall'entusiasmo per il passaggio del turno in Champions League, sembravano poter contare su una spinta emotiva e su un favoreggio tattico tale da spianare la strada verso una vittoria agevole, e invece si sono ritrovati a fare i conti con una realtà ben diversa, fatta di poca lucidità sotto porta e di una difesa avversaria, quella del Sassuolo, che ha concesso pochissimo.

Le conseguenze di questo ko, nell'economia di una corsa all'Europa che si fa sempre più serrata, sono pesanti per gli uomini di Palladino. La squadra, infatti, si ritrova ora al settimo posto in classifica, superata dal Como, balzato a più tre, e con la possibilità di veder allungare ulteriormente Roma e Juventus, impegnate nello scontro diretto serale. Per il Sassuolo, al contrario, questi tre punti rappresentano una boccata d'ossigeno notevole e una iniezione di fiducia che proietta i neroverdi in una posizione di classifica più tranquilla, lontana dalle zone calde e con la prospettiva, chissà, di poter guardare con maggior serenità al prosieguo del campionato.

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