Borse europee in rialzo frazionale, a Milano corrono Prysmian e Buzzi. Il rendimento del decennale italiano si mantiene sui minimi del 2024, in attesa che vengano comunicati i tassi cedolari minimi garantiti per la nuova emissione del Btp Valore, partita che prenderà il via la prossima settimana.

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’ultima seduta della settimana si apre all’insegna della cautela per le piazze finanziarie del Vecchio continente, le quali, dopo aver sostanzialmente ignorato i tonfi registrati oltreoceano nella giornata di ieri, si attestano su progressi tutto sommato frazionali. Il Ftse Mib, l’indice principale di Borsa Italiana, si muove attorno alla parità nelle primissime fasi degli scambi per poi guadagnare slancio e portarsi a metà mattinata in rialzo dello 0,36%, toccando quota 47.596 punti e aggiornando i massimi di seduta -1. A sostenere il listino milanese contribuiscono in particolare i titoli Prysmian e Buzzi, insieme a Tim, mentre si mantengono in territorio positivo anche il Ftse Italia All Share e l’indice delle società a media capitalizzazione.

L’andamento contrastato delle altre borse e il caso Nvidia

Analizzando il quadro europeo con maggiore dettaglio, si osserva come il Dax di Francoforte metta a segno un incremento dello 0,37%, il Cac40 parigino avanzi dello 0,17% e il Ftse100 di Londra guadagni lo 0,52%, performance queste che disegnano il perimetro di un’Europa finanziaria moderatamente ottimista. Un ottimismo che, però, non trova pieno riscontro in quanto accaduto nelle ultime ore a Wall Street, dove il Nasdaq ha chiuso in rosso, vittima del sell-off su Nvidia. Il colosso dei semiconduttori, nonostante abbia presentato conti annuali da record con un fatturato che ha varcato la soglia dei 200 miliardi di dollari, ha visto il proprio Titolo lasciare sul parterre oltre cinque punti percentuali, un segnale questo che gli investitori non sembrano più accontentarsi dei numeri, per quanto stellari, ma inizino a scontare preoccupazioni legate a una crescita che potrebbe essersi fatta troppo rapida e, forse, insostenibile.

Il bitcoin scivola e il petrolio non brilla

Sul fronte delle valute digitali, il bitcoin continua a mostrare segni di debolezza, scambiando stabilmente al di sotto della soglia psicologica dei 68.000 dollari, un livello che gli operatori tengono d’occhio e che, se bucato al ribasso, potrebbe aprire le porte a una fase di ulteriore correzione. Le commodities, dal canto loro, non offrono particolari sussulti: il petrolio, pur muovendosi in un range ristretto, non riesce a trovare una direzione chiara, riflettendo l’incertezza che pervade i mercati globali. È invece il mercato obbligazionario a catalizzare l’attenzione degli investitori, con il rendimento del Btp decennale che si stabilizza sui minimi toccati nell’arco del 2024, un livello che non si vedeva ormai da diversi mesi.

L’attesa per i tassi del nuovo Btp Valore

Questa dinamica dei rendimenti si inserisce in un contesto di vigile attesa per l’imminente collocamento del nuovo Btp Valore, titolo di Stato dedicato esclusivamente al pubblico dei piccoli risparmiatori. L’emissione, che prenderà il via nei primi giorni di marzo, è attesa per fornire indicazioni preziose sulla salute della domanda interna per il debito pubblico italiano. Particolarmente attesa è la comunicazione, prevista per oggi, dei tassi cedolari minimi garantiti che verranno riconosciuti agli investitori. Questa comunicazione, che avviene proprio mentre lo spread con il Bund tedesco si mantiene su livelli contenuti, offrirà un quadro più chiaro sull’appetibilità dell’operazione e sulla capacità del Tesoro di raccogliere liquidità in un momento di mercato che, al netto della calma apparente, mostra alcune increspature sul fronte dell’azionario tecnologico globale.

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