Antonella Elia e l’abbraccio con Vera Gemma al “Grande Fratello Vip”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La puntata di martedì 12 maggio, l’ultima prima della chiusura del sipario, ha regalato al “Grande Fratello Vip” un meccanismo emotivo che la televisione, quando è ben orchestrata, sa confezionare meglio di qualsiasi altra forma di intrattenimento: la sorpresa. Antonella Elia, che di questa edizione è la prima finalista – un dettaglio non secondario, visto il peso specifico del traguardo – viene convocata da Ilary Blasi nel celeberrimo Localino. Lì, in quella sorta di anticamera scenica dove il tempo sembra sospendersi, la showgirl non trova però un’altra prova o un verdetto, bensì il volto – reale, non mediato dallo schermo della stanza accanto – di Vera Gemma. Le due donne, legate da un’amicizia che il gossip ha più volte raccontato come schietta e priva di calcoli, si abbracciano senza la mediazione di quella prudenza che spesso i concorrenti imparano a indossare dopo settimane di convivenza forzata. “Che gioia vederti. Sei già emozionata. Vieni, abbracciami! Che bella che sei”, sono le prime parole di Antonella, una scarica verbale che non ammette fronzoli.
Un’infanzia ricostruita tra vecchie foto e assenze definitive
Negli ultimi giorni – ed è questo il vero nucleo narrativo che rende l’ingresso di Vera non una semplice visita, ma un contrappunto necessario – la concorrente aveva scelto di abbassare le proprie difese. Dentro la Casa più spiata d’Italia, lontana dai riflettori patinati che spesso ne hanno raccontato solo l’estro ironico, Antonella Elia ha ricostruito i pezzi di un’infanzia frantumata. Lo ha fatto con la voce ferma, mentre intorno a lei i coinquilini ascoltavano in quel silenzio che, in televisione, vale più di qualsiasi applauso: “Mia mamma è morta quando avevo un anno e mezzo e mio papà è morto in un incidente stradale quando avevo 14 anni”. Due perdite che non hanno la stessa distanza temporale, perché quella della madre è un’assenza mai elaborata, quasi mitologica; quella del padre, invece, porta con sé la violenza della consapevolezza adolescenziale. Sullo schermo, in contemporanea, scorrono vecchie foto di famiglia – immagini fisse che restituiscono l’immagine di una normalità interrotta – mentre Antonella aggiunge un dettaglio ulteriore, quello che spiega la solitudine strutturale: “Dopo la morte di mio padre la sua compagna Paola è rimasta scioccata e da allora ci siamo allontanate”.
Un abbraccio che vale più di qualsiasi analisi sociologica
Vera Gemma, che molti spettatori conoscono per via di quel cognome pesantissimo (e per un incidente che coinvolse il padre, sebbene non sia questa la sede per rievocare certe cronache), rappresenta quindi l’antidoto a quella solitudine raccontata in diretta. Non una psicologa improvvisata, né una concorrente in gara, ma un’amica di lunga data che può permettersi il lusso di non recitare. La produzione, in questo caso, ha operato una scelta tanto semplice quanto efficace: invece di costruire un colpo di scena urlato, ha messo in scena una corrispondenza biografica. Antonella, nelle settimane precedenti, aveva detto più volte di sentirsi sola nonostante la folla di persone intorno; ecco allora che il reality, con il suo meccanismo talvolta perverso di isolamento e restituzione, le consegna un volto noto, un abbraccio vero, qualcuno che non deve presentarsi perché è già dentro la sua memoria. In quella diretta, mentre le due donne si stringono, l’enfasi lascia il posto a un realismo che il “Grande Fratello Vip” insegue da anni senza sempre riuscire a catturarlo.
Le due sorprese e la meccanica della finale imminente
La serata del 12 maggio, però, non appartiene solo ad Antonella Elia. C’è un’altra finalista, Alessandra Mussolini, a cui viene riservato un trattamento diverso ma parallelo: l’ingresso nella Casa di Betzy, la sua cagnolina, un ricongiungimento che gioca su un registro affettivo più leggero ma non per questo meno calibrato. Due ospiti, due sorprese, due diversi pesi specifici dell’emozione. Vera Gemma, attrice e showgirl, entra quindi nel Localino senza che Antonella ne sapesse nulla: la scopre solo nel corso della diretta, un espediente che la regia del programma ha sfruttato con una certa abilità, alternando primi piani sullo stupore della concorrente e campi larghi sull’abbraccio. È interessante notare come la narrazione interna al reality – quella che si sviluppa tra una confessionale e una cena collettiva – avesse già preparato il terreno: Antonella aveva più volte evocato il nome di Vera, parlando della loro amicizia come di un’ancora in un mare di relazioni occasionali. “Sei sincera, questa è la tua forza”, le dice l’amica guardandola dritto negli occhi, e in quella frase c’è forse la sintesi (non richiesta, ma inevitabile) del senso dell’intera operazione.




