Il silenzio rotto di Sonia Bruganelli e la replica social tra “ingratitudine” e “ossessione”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’onda lunga delle rivelazioni contenute nel libro di Lucio Presta, “L’uragano – Soli, fulmini e saette”, non accenna a placarsi, e dopo le dichiarazioni di chi quei retroscena li ha confermati, arriva ora la reazione, seppur indiretta, della principale destinataria di alcune di quelle accuse. Sonia Bruganelli, ex moglie di Paolo Bonolis, ha scelto i social, e in particolare il suo profilo Instagram, per rompere un silenzio che durava ormai da giorni, da quando cioè l’ex agente del marito ha messo nero su bianco un dettagliato racconto relativo ai presunti tradimenti di lei e alle dinamiche che avrebbero portato alla fine di un sodalizio professionale trentennale. Lo fa senza mai citare direttamente Presta, senza rilasciare interviste o smentite formali, ma affidando il suo pensiero a un meccanismo oggi molto in voga nel mondo dei vip: la ripostamento di storie altrui, quasi a voler creare un coro di voci amiche che parlino per lei.

La prima mossa della Bruganelli è stata quella di riprendere una storia pubblicata dall’amica Laura Cremaschi, nella quale campeggiava una citazione attribuita a Confucio: “Non fare del bene se non hai la forza di sopportare l’ingratitudine”. Un concetto, quello dell’ingratitudine, che nella ricostruzione della produttrice sembrerebbe voler riassumere il comportamento di chi, dopo anni di rapporti professionali e personali, ha deciso di raccontare fatti privati con dovizia di particolari, dimenticando – questa sembra essere la sottotraccia – quanto di buono ricevuto in passato. A rafforzare questa linea difensiva, quasi fosse un dialogo a distanza tra persone vicine, è intervenuto poi il compagno di Sonia, Angelo Madonia. Il ballerino, noto al pubblico per la sua partecipazione a “Ballando con le Stelle”, ha infatti postato una frase dal tono ancora più diretto e tagliente: “L’ossessione è l’ultima difesa di chi non è stato scelto”. Parole che la Bruganelli ha prontamente fatto sue, rigirandole tra le sue storie e dando vita a un vero e proprio tam tam social che i follower hanno immediatamente interpretato come una replica alle pesanti affermazioni del manager.

Il cuore della vicenda, che ha scatenato questa reazione, affonda le radici nelle pagine del memoir di Presta, un’autobiografia che l’agente ha voluto esplosiva fin dal Titolo. In essa, ricostruendo la frattura con Paolo Bonolis, l’ex manager racconta di aver messo al corrente il conduttore di una serie di relazioni extraconiugali che la moglie avrebbe avuto nel corso degli anni. Nel libro si parla di un elenco dettagliato di presunti amanti, descritti con epiteti come “quel noto conduttore, quel noto cantante che ha vinto Sanremo, quel noto ballerino, un chirurgo, un dirigente e un artista di un musical”, senza però mai farne i nomi espliciti. A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato Marco Salvati, storico autore e collaboratore di Bonolis per oltre vent’anni, il quale, intervistato da Fanpage, ha confermato punto su punto la versione di Presta: “Quando Presta scrive che tutti sapevano, lo fa perché è vero: tutti sapevano”, ha dichiarato Salvati, aggiungendo che nel loro ambiente queste dinamiche non costituivano certo un segreto, pur sottolineando la volontà di non fare nomi per tutelare i figli della coppia.

Le parole pesanti di Presta e la conferma di Salvati

La strategia comunicativa adottata da Sonia Bruganelli appare quindi chiara nella sua costruzione. Da un lato, si affida a messaggi di forte impatto emotivo come “ingratitudine” e “ossessione”, termini che dipingono chi l’accusa come una persona rancorosa e non corrisposta; dall’altro, evita accuratamente di entrare nel merito delle singole storie, non smentendo le relazioni extraconiugali in sé – che peraltro in passato, durante una celebre intervista a “Belve”, aveva già parzialmente ammesso, dichiarando di aver tradito più lei che Bonolis – ma spostando il tiro sulla legittimità e sulla morale di chi decide di rivelare certi retroscena pubblicamente. Il riferimento all’ossessione come difesa di chi non è stato scelto sembra voler suggerire che alla base dell’operazione di Presta non ci sia tanto una ricerca di verità, quanto piuttosto il risentimento per essere stato escluso dalla vita lavorativa e personale di Bonolis, un’esclusione che lui stesso, nel suo libro, descrive come dolorosa e inaspettata dopo decenni di collaborazione.

Non va dimenticato, infatti, che il rapporto tra Presta e il conduttore non si è incrinato solo per questioni private, ma anche per scelte professionali. Nel suo racconto, l’agente sostiene che Bonolis, forse influenzato dall’allora moglie, avrebbe iniziato a valutare strade alternative, portando a una progressiva e inevitabile distanza. Presta parla addirittura di una presunta bugia che la Bruganelli avrebbe messo in giro su di lui, accusandolo di avere una relazione con lei pur di allontanarlo dal marito, un’accusa che lui respinge con forza e che avrebbe scatenato la sua durissima reazione e la stesura di quel famigerato elenco. In questo botta e risposta fatto di libri, interviste e storie Instagram che durano ventiquattro ore, la figura di Paolo Bonolis resta volutamente sullo sfondo, un silenzio assordante che, a questo punto della vicenda, suona quasi come l’ennesimo, complesso tassello di una storia familiare e professionale diventata di dominio pubblico.

Una guerra a colpi di social e di citazioni

Quel che emerge, in definitiva, è una guerra combattuta su più fronti: da una parte le pagine di un libro che, come un uragano, promette di travolgere certezze e riservatezze, dall’altra i social network, capaci di amplificare messaggi cifrati che diventano virali in pochi minuti. Sonia Bruganelli, per ora, non è scesa in trincea con un attacco frontale, ma ha scelto le armi leggere delle citazioni e dei pensieri condivisi, lasciando che fossero gli amici a dare voce alla sua presunta rabbia. Presta, forte del successo del suo memoir e delle conferme arrivate da chi quel mondo lo ha vissuto dall’interno, continua a ripetere di avere prove e testimoni per sostenere ogni singola parola scritta. In attesa di eventuali e più sostanziose repliche, il campo di battaglia resta quindi quello virtuale, dove una frase come “L’ossessione è l’ultima difesa di chi non è stato scelto” pesa quanto un capitolo di un’autobiografia, se non altro per la capacità di sintetizzare, in poche parole, la complessità di un addio e di tutte le sue conseguenze.

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