Un pareggio che sa di rimpianto per la Fiorentina, il Milan ringrazia Nkunku
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Redazione Sport
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Allo stadio Franchi, in una partita che ha avuto l’andamento di una pubblicità progresso per il mercato in attacco del Milan, l’equilibrio è stato soltanto finale. La Fiorentina, che ha dominato ampie fasi della gara costruendo gioco e creando occasioni, è uscita dal campo con il rammarico di aver sprecato una vittoria che sembrava a portata di mano, mentre i rossoneri, trascinati da un’ennesima prova opaca dei loro uomini più attesi, hanno agguantato un punto prezioso nel recupero, salvando una prestazione altrimenti inconsistente. Il gol dell’iniziale vantaggio viola, arrivato nel secondo tempo, ha coronato una lunga azione di pressione, mentre quello del pari milanista ha sfruttato uno dei pochi svarioni difensivi della squadra di casa, dimostrando come anche nelle giornate storte un singolo lampo possa cambiare il risultato.
Il dominio viola e il tradimento rossonero
La partita, articolata su ritmi intensi e giocate spesso verticali, ha visto la Fiorentina imporre il proprio ritmo, trovando ampi varchi nel centrocampo avversario e costringendo la difesa milanista a interventi spesso d’emergenza. Sul versante opposto, il Milan ha mostrato tutta la sua contraddizione offensiva: l’innocuità di alcuni suoi elementi di punta, tra i quali spicca una prestazione evanescente e poco incisiva, ha fatto da contraltare alle concrete possibilità create grazie alla combinazione tra il nuovo acquisto estivo e quello arrivato a gennaio. Niclas Füllkrug, con la sua fisicità e il suo inserimento negli spazi, è stato l’architetto delle principali palle-gol per i compagni, costruendo quello che poi Christopher Nkunku ha trasformato in rete. Quest’ultimo, per parte sua, ha dimostrato una freddezza da tiratore nel momento decisivo, incarnando il profilo del giocatore in grado di risolvere le partite anche quando non è costantemente sotto i riflettori.
Il momento cruciale e le occasioni clamorose
Dopo il vantaggio della Fiorentina, maturato con un’azione d’angolo concretizzata da un potente stacco di testa che ha superato il portiere, il match è entrato in una fase di tensione crescente. I viola, galvanizzati, hanno continuato a spingere cercando il raddoppio, arrivando a colpire addirittura la traversa con un tiro dalla distanza che ha lasciato tutti col fiato sospeso. Pochi minuti dopo, un altro clamoroso sprego, nato da una ripartenza veloce e da un assist cucito su misura, ha mantenuto aperto il match quando invece sembrava ormai chiuso. Sono state queste le azioni che hanno caratterizzato il finale di gara, dove la squadra di casa ha pagato forse un eccesso di generosità o un calo di concentrazione, permettendo al Milan, che fino a quel momento aveva deluso soprattutto in fase realizzativa, di rientrare in gioco.
Le valutazioni di gara e il peso del risultato
Analizzando le prestazioni individuali, emerge come per il Milan il portiere sia stato essenziale in più di un’occasione per parare conclusioni pericolose, mentre in attacco si è registrato un rendimento altalenante, con qualche protagonista che ha sprecato chance solitamente propizie. Sull’altro fronte, la difesa viola ha lavorato in generale con ordine e determinazione, soffrendo principalmente la rapidità di alcuni avversari in alcune situazioni di duello, e l’unico vero svarione, peraltro minimo, è costato il gol del pari. Il punto conquistato, se da una parte consolida una posizione in classifica per i rossoneri, dall’altra rappresenta per i gigliati un’occasione parzialmente mancata, un altro di quei risultati che, se accumulati nel corso della stagione, rischiano di pesare come un macigno nella corsa verso gli obiettivi prefissati.




