Ultimo a Tor Vergata, 250mila biglietti per il secondo concerto più grande del mondo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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È ufficiale: il concerto di Ultimo, in programma sabato 4 luglio a Tor Vergata, è diventato il più grande spettacolo a pagamento mai organizzato in Italia. E non solo, visto che sulla scena internazionale il live del cantautore romano si piazza al secondo posto assoluto nella classifica mondiale degli eventi musicali con biglietto, superato soltanto dal mezzo milione di presenze registrato dal croato Marko Perković Thompson a Zagabria.
I 250mila tagliandi, polverizzati in appena tre ore lo scorso luglio, hanno infatti spazzato via il primato che per quasi un decennio era appartenuto a Vasco Rossi, capace di radunare 225.173 spettatori paganti al Modena Park del 2017.
Un evento da record tra logistica e inclusione
L'area della Vela di Calatrava, nella periferia sud-est della capitale, si prepara ad accogliere una folla che richiede una macchina organizzativa senza precedenti. Per gestire i flussi e garantire la sicurezza dei presenti sono stati schierati 40 chilometri di transenne e 2.500 addetti al servizio di controllo, mentre il piano di accoglienza prevede 46 punti ristoro e 48 food truck per distribuire cibo e bevande. A completare l'imponente infrastruttura ci sono 2.000 bagni chimici e 120 chilometri di cavi elettrici, oltre a un palco largo 140 metri e alto 33, interamente avvolto da 2.500 metri quadrati di monitor ad alta definizione. In vista del live, l'artista ha annunciato una serie di iniziative speciali per rendere l'appuntamento accessibile anche alle persone con disabilità e ai pazienti ricoverati in ospedale, con l'obiettivo dichiarato di trasformare il raduno in un evento realmente inclusivo. La sera prima del concerto, 1.500 persone con disabilità sono state invitate alla prova generale a porte aperte.
La legacy di un evento per la periferia
La scelta di Tor Vergata non è casuale e va ben oltre la necessità di disporre di uno spazio sufficientemente ampio. La spianata dell'Università, in piazzale Giovanni Paolo II, rappresenta per il cantautore nato a San Basilio una profonda continuità narrativa con il suo personaggio e il racconto delle periferie che caratterizza molte delle sue canzoni.
L'assessore ai Grandi Eventi di Roma, Alessandro Onorato, ha sottolineato come il concerto possa rappresentare un'eredità straordinaria per la città, trasformando l'area in un polo europeo capace di ospitare grandi eventi sportivi e musicali anche in futuro. Un'infrastruttura destinata a rimanere, che potrebbe cambiare il volto di un quartiere popolare e attrarre investimenti e turismo ben oltre la giornata del concerto.
Un successo che riscrive la storia della musica live
Numeri da capogiro che collocano il fenomeno Ultimo in una dimensione internazionale, a dispetto di una critica che spesso ha guardato con sufficienza al suo cantautorato pop. L'artista, nome d'arte di Niccolò Moriconi, ha 30 anni e da tempo riempie stadi in tutta Italia, con una fedeltà del suo pubblico che non trova eguali nel panorama nazionale.
L'evento del 4 luglio arriva a sette anni esatti dal suo primo concerto all'Olimpico del 2019, chiudendo idealmente un ciclo che lo ha portato a collezionare 42 stadi e oltre 2 milioni di biglietti venduti in carriera. Mentre per Vasco Rossi il record del Modena Park rappresentava la celebrazione di una carriera ultra quarantennale, Ultimo raggiunge questo traguardo dopo appena dieci anni dalla pubblicazione dei suoi primi album. Un'ascesa vertiginosa che trova il suo culmine in un evento che è già entrato nella storia della musica dal vivo.




