Caldo record a luglio 2026, l’anticiclone africano porta la quarta ondata con punte di 40 gradi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo la breve tregua che aveva fatto sperare in un refrigerio, ecco che l’estate 2026 si riprende la scena con la sua quarta ondata di calore, pronta a investire l’Italia e San Marino tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto. Le colonnine di mercurio, in risalita già da metà settimana, supereranno ampiamente le medie stagionali, con picchi che nelle pianure del Centro-Nord sfioreranno i 40 gradi, mentre al Sud e sulle Isole Maggiori il termometro non sarà da meno, toccando valori diffusamente sopra i 38.

L’anticiclone subtropicale di origine africana, il vero protagonista di questa fase meteorologica, si sta consolidando sul bacino del Mediterraneo e si appresta a determinare quella che alcuni previsori definiscono già come l’ondata più intensa dell’intera estate.

Il fronte atlantico e il temporaneo cedimento barico

Prima dell’irruzione dell’aria bollente dal Sahara, la settimana si era aperta con un fronte in discesa dal nord Europa che ha lambito il Triveneto, portando qualche rovescio sulle Alpi friulane e, in serata, estendendosi verso il resto del Friuli e il Veneto. Questo lieve cedimento della struttura anticiclonica ha permesso un temporaneo abbassamento delle temperature, ma già da venerdì, con l’allontanamento del fronte verso est, le correnti settentrionali più fresche hanno ceduto il passo a un flusso caldo di matrice africana.

Gli effetti della perturbazione, soprattutto sul Piemonte, sono stati inferiori alle attese, con piogge scarse e rapido miglioramento, tanto che gli esperti di Datameteo e di altri centri meteo hanno immediatamente rivisto al rialzo le stime per i giorni a seguire.

La risalita termica e i valori attesi per il weekend

Da giovedì e venerdì, l’espansione dell’alta pressione ha iniziato a farsi sentire in modo deciso, con un incremento delle temperature che già si attesta tra i 6 e gli 8 gradi al di sopra dei valori medi del periodo. Le previsioni indicano che nel fine settimana si raggiungeranno i picchi massimi, con punte di 40 gradi in alcune aree del Nord-Ovest e del Centro, mentre le notti tropicali, caratterizzate da minime che non scenderanno sotto i 25-26 gradi, interesseranno buona parte delle città costiere e delle valli interne.

Secondo le elaborazioni di 3BMeteo, la Liguria e Genova saranno tra le zone più esposte a questa rimonta di calore, ma l’intero Paese, dal Piemonte alla Sicilia, si troverà a dover fare i conti con un clima che ricorda le fasi più critiche del periodo estivo.

L’evoluzione per i prossimi giorni e il protrarsi dell’ondata

La quarta ondata di caldo dell’estate non appare destinata a esaurirsi rapidamente: l’anticiclone africano, robusto e ben strutturato, dovrebbe mantenere la sua influenza su gran parte dell’Europa centro-meridionale almeno fino ai primi di agosto, con una persistenza che fa presagire una settimana all’insegna del grande caldo. I modelli previsionali indicano che le temperature rimarranno stabilmente elevate, con scarti termici importanti soprattutto al Centro-Nord, dove in diverse località si potranno superare i 40 gradi, mentre al Sud e sulle Isole i valori si attesteranno tra i 36 e i 39.

L’eccezionalità di questo episodio risiede non tanto nella singola giornata afosa, quanto nella durata e nell’intensità cumulata, che potrebbe renderlo il più severo dell’intera stagione estiva 2026.

Le ripercussioni sul territorio e i consigli degli esperti

L’aspetto che più preoccupa gli operatori del settore, oltre ai disagi fisiologici per la popolazione, è l’impatto cumulativo di queste ondate successive, che mettono a dura prova il suolo, le risorse idriche e l’agricoltura, già provata da settimane di siccità alternata a fenomeni estremi. Non mancano, infatti, nel quadro generale, le segnalazioni di temporali violenti che continuano ad affliggere il Nordest, fenomeni che testimoniano la complessità di un clima sempre più incline a sbalzi repentini.

In questo contesto, i centri meteo raccomandano di limitare le uscite nelle ore più calde, di prestare attenzione alle fasce deboli della popolazione e di monitorare costantemente i bollettini di aggiornamento, soprattutto per chi risiede nelle aree interne o nelle grandi città dove l’effetto isola di calore rischia di amplificare le temperature già elevate.

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