Inghilterra fuori, tutti contro Tuchel: ma il ct tedesco resta in panchina fino al 2028
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Redazione Sport
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L'illusione di un ritorno sul tetto del mondo dopo sessant'anni, per l'Inghilterra, si è infranta contro la furia dell'Argentina. Per oltre settantadue minuti, nella semifinale mondiale di Atlanta, i Tre Leoni avevano accarezzato il sogno di una finale che mancava dal lontano 1966, forte del vantaggio firmato da Gordon. Poi, però, la doccia gelata delle reti di Enzo Fernandez e Lautaro Martinez ha ribaltato il risultato, scatenando un vespaio di polemiche che ha investito in pieno il commissario tecnico Thomas Tuchel.
La sconfitta ha riaperto le vecchie ferite di una nazionale abituata a illudersi e a crollare nei momenti decisivi, con il tecnico tedesco finito nel mirino per una gestione tattica giudicata troppo timorosa e speculativa, capace di trasformare un vantaggio in una ritirata difensiva fatalmente punita dagli attuali campioni del mondo.
La pioggia di critiche: da Rooney a Lineker, il fronte si allarga
Il day after della sconfitta è stato immediatamente segnato da un fiume di polemiche, con le leggende del calcio inglese che non hanno usato mezzi termini per giudicare le scelte del loro ct. Wayne Rooney è stato tra i primi ad alzare la voce, sottolineando come l'inserimento di una batteria di difensori abbia di fatto minato la fiducia della squadra, regalando l'iniziativa all'Argentina.
L'analisi è stata condivisa e amplificata da Gary Lineker, il quale, con una punta di sarcasmo, ha definito Tuchel "una spia tedesca", ironizzando sulla presunta missione di sabotaggio della nazionale britannica, mentre Michael Owen ha paragonato l'atteggiamento inglese a quello di una Spagna che, a parità di situazione, aveva continuato a giocare con audacia, mostrando come la differenza l'abbia fatta la mentalità.
Anche Jamie Carragher è intervenuto sul Telegraph, smontando la "visione romantica" che voleva Tuchel come l'uomo in grado di cambiare l'approccio tattico della nazionale, dimostrando come, di fatto, il tecnico abbia replicato gli errori del suo predecessore, finendo per autodistruggersi tatticamente.
La difesa a oltranza: errori di gestione e il gol subito nel finale
La lettura della partita, per gli opinionisti britannici, è univoca: l'errore non è stato tanto quello di difendersi, quanto quello di farlo in modo passivo, arroccandosi e concedendo agli argentini il pallino del gioco e la libertà di attaccare. Con il passaggio al 5-4-1, Tuchel ha dato il via a un assedio che ha visto la sua squadra toccare appena il 12% di possesso palla negli ultimi 40 minuti di gioco, un dato che fotografa l'arrendevolezza di una squadra che ha smesso di credere nel raddoppio.
Le critiche si sono concentrate sulle sostituzioni: l'ingresso di Konsa, Burn e O'Reilly al posto di giocatori offensivi come Gordon ha di fatto spento ogni velleità offensiva, trasformando l'1-0 da vantaggio in un vantaggio effimero. La sensazione che serpeggiava tra i tifosi inglesi, che avevano riempito i frigoriferi in previsione di una festa poi sfumata, era che la squadra, invece di gestire il risultato, lo avesse regalato, mettendosi sulla difensiva e invitando la furia di un'Argentina che aveva tutto da guadagnare e niente da perdere.
La scelta della FA: Tuchel confermato in vista degli Europei casalinghi
Nonostante la bufera mediatica e le pressioni dell'opinione pubblica, la Football Association ha preso una decisione contraria alle richieste di esonero che si sono levate sui social. L'amministratore delegato Mark Bullingham ha confermato la fiducia a Tuchel, che resterà alla guida della nazionale inglese fino al 2028, anno in cui il Regno Unito e l'Irlanda ospiteranno il campionato europeo.
Lo stesso Tuchel, pur assumendosi le proprie responsabilità per le scelte tattiche che hanno portato alla sconfitta, ha escluso categoricamente l'ipotesi di dimissioni, dichiarando di voler onorare il contratto e guardare già al futuro.
Una decisione che, per quanto possa apparire controcorrente rispetto al clima di contestazione, è stata motivata dalla volontà di non gettare alle ortiche il progetto tecnico iniziato con il tecnico tedesco, che avrà ora l'occasione di riscattare il passo falso mondiale tra due anni, nella cornice amica di un Europeo casalingo.




