Pokémon Rosso Fuoco e Verde Foglia, il ritorno a Kanto che scalza le classifiche dell'eShop
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’operazione nostalgia targata Nintendo, messa a punto per celebrare il trentesimo anniversario del franchise, ha centrato in pieno il suo obiettivo: dal 27 febbraio 2026, data di pubblicazione su Nintendo Switch e Nintendo Switch 2, Pokémon Rosso Fuoco e Pokémon Verde Foglia dominano la classifica dei giochi più venduti in formato digitale sull’eShop. I due remake, quelli usciti originariamente su Game Boy Advance nel lontano 2004, si sono ripresi la scena con una naturalezza che forse neppure la casa di Kyoto si aspettava, piazzandosi saldamente ai primi due posti della graduatoria settimanale e spodestando titoli ben più recenti. Un risultato che conferma quanto il richiamo della regione di Kanto, quella dove tutto ebbe inizio, resti irresistibile per una generazione di giocatori cresciuta a suon di “Proprio lui!” e “Perbecco”.
Ma cosa spinge, a distanza di oltre vent’anni dalla loro prima uscita e a quasi dieci dall’approdo di Let’s Go Pikachu e Let’s Go Eevee sulla stessa console, a riacquistare queste due versioni? La risposta, per certi versi, risiede nella loro fedeltà quasi maniacale all’originale. A differenza dei titoli del 2018, che reinterpretavano l’avventura in chiave più casual e legata alle meccaniche di Pokémon GO, Rosso Fuoco e Verde Foglia offrono l’esperienza classica, quella con lo scontro casuale nell’erba alta, la sfida in palestra e il sistema di allevamento tradizionale. Non sono un sequel o una rivisitazione, ma il ritorno esatto a quel mondo, con l’unica, sostanziale aggiunta del Settipelago, quell’arcipelago endgame che all’epoca dei fatti serviva per arrotondare l’esperienza e permettere la cattura di Pokémon di seconda generazione.
C’è poi un dettaglio, per i completisti e per chi all’epoca rosicava davanti ai vetri dei negozi, che fa la differenza. Nelle versioni per Switch, finalmente, è possibile mettere le mani su alcuni Pokémon Leggendari che nel 2004 erano appannaggio esclusivo di pochi eletti. Superati i Superquattro e ottenuto l’accesso alla Sala d’Onore, i giocatori ricevono due oggetti chiave: il Biglietto Magico e il Biglietto Aurora. Il primo spalanca le porte del Monte Cordone, dove attendono Lugia e Ho-Oh; il secondo conduce all’Isola Materna, scenario dell’incontro con Deoxys, che si presenterà in Forma Attacco su Rosso Fuoco e in Forma Difesa su Verde Foglia. Un tempo, per ottenere quei biglietti, bisognava partecipare a eventi dal vivo, magari recandosi in specifici luna park in date prestabilite, una barriera all’accesso che per molti, specie in Italia, rendeva quei leggendari poco più che un miraggio.
L’esplorazione della regione e la sfida dei leggendari storici
Al netto delle novità legate agli eventi, il cuore pulsante dell’avventura resta la caccia ai mostriciattoli più iconici della prima generazione. La Grotta Celeste, luogo dove dimora Mewtwo, non è immediatamente accessibile: bisogna prima ripristinare il funzionamento della centralina di Primisola per Celio, recuperando Rubino e Zaffiro, e solo allora il potentissimo psichico di livello 70 si renderà disponibile per lo scontro. Un percorso, questo, che costringe il giocatore a interfacciarsi con la trama secondaria del Settipelago, aggiungendo ore di gioco alla già sa avventura principale.
Gli altri membri del trio leggendario, Articuno, Zapdos e Moltres, sono invece piazzati in punti precisi della mappa, enigmi ambientali permettendo. Il primo, Articuno di tipo Ghiaccio e Volante, si nasconde nel dedalo di correnti e massi delle Isole Spumarine, un labirinto acquatico che richiede l’uso della MN Forza per essere risolto. Zapdos, invece, staziona nella Centrale Elettrica abbandonata sul Percorso 10, un’area popolata da Voltorb e Electrode pronti a esplodere al momento sbagliato. Per raggiungerlo, serve solo tanta pazienza e qualche buon repellente. Moltres, infine, svetta sulla cima del Monte Brace, a nord di Primisola, un vulcano la cui salita è lineare ma richiede Pokémon in grado di sopportare le fiamme.
La questione dei cani leggendari e le differenze tra le versioni
Una delle meccaniche più subdole, quella che all’epoca fece letteralmente impazzire gli allenatori, riguarda il trio dei cosiddetti “cani leggendari”: Raikou, Entei e Suicune. A differenza dei loro colleghi, questi tre non stanno fermi ad aspettare. Una volta ottenuto il Pokédex Nazionale, uno di loro, e la scelta dipende dallo starter selezionato all’inizio dell’avventura, comincerà a vagare per tutti i percorsi di Kanto. Se si è scelto Bulbasaur, a girovagare sarà Entei; con Charmander tocca a Suicune; con Squirtle, invece, si dovrà dare la caccia a Raikou. La difficoltà, qui, non è tanto trovarli, quanto impedire che scappino via al primo scambio di colpi: Entei e Raikou, in particolare, conoscono Boato, una mossa che li fa fuggire immediatamente dalla lotta a meno che non si usino stratagemmi come la abilità Ventose o la mossa Malosguardo per bloccarli.
Al di là della caccia, la doppia uscita impone ovviamente la scelta della versione. E come da tradizione, ciascuna delle due propone delle esclusive. Al di là delle differenze nella forma di Deoxys, non ci sono stravolgimenti sostanziali rispetto al passato: alcune specie sono appannaggio di una versione piuttosto che dell’altra, costringendo i giocatori più intransigenti a cercare qualcuno con cui scambiare per completare il Pokédex. La compatibilità con Pokémon HOME, annunciata per il futuro, permetterà comunque di mettere in salvo le proprie creature e spostarle tra i titoli, un’aggiunta che i puri dell’epoca GBA non avrebbero nemmeno osato sognare.




