Razzismo nel calcio, la presa di posizione di Maignan e Onana
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Redazione Sport
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Il portiere francese del Milan, Mike Maignan, ha dato una scossa al mondo del calcio rifiutandosi di accettare il razzismo delle tifoserie come un fatto inevitabile. Questo gesto ha suscitato un'ondata di reazioni e ha portato alla luce la questione del razzismo nel calcio.
Solidarietà da Onana
Anche Andrè Onana, ex portiere dell'Inter e attualmente impegnato con il Camerun nella Coppa d'Africa, ha deciso di prendere posizione. Onana ha mostrato il suo sostegno a Maignan, bersagliato dai soliti vergognosi cori razzisti che hanno spinto il portiere del Milan a lasciare il campo durante il match con l'Udinese. Onana ha dedicato una storia su Instagram al suo ex rivale nel derby, condita da un cuore e da un pugno chiuso in segno di resistenza.
Regolamentazione delle partite
Ma chi decide se una partita deve essere sospesa in caso di cori razzisti? In ultima istanza, la decisione spetta all'arbitro. Queste situazioni sono regolate dall'articolo 62 delle norme federali (Noif) al comma 8, riformato in senso più rigido nel 2019. In caso di striscioni esposti dai tifosi, cori, grida ed ogni altra manifestazione discriminatoria, l'arbitro, anche su segnalazione del responsabile dell’ordine pubblico, designato dal ministero dell’Interno o dei collaboratori della Procura federale, dispone l’interruzione temporanea della gara.
Conclusione
La presa di posizione di Maignan e Onana rappresenta un passo importante nella lotta contro il razzismo nel calcio. La questione richiede un'attenzione costante e l'impegno di tutti gli attori coinvolti nel mondo del calcio. Solo attraverso un'azione collettiva e decisa si può sperare di eradicare il razzismo dalle tifoserie e garantire che il calcio rimanga un gioco pulito, rispettoso e inclusivo.




