Motorino in A1 verso Bari, multa da mille euro per il 43enne fermato dalla Polstrada
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Redazione Interno
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Doveva essere un viaggio avventuroso, quello da Bologna a Bari, un'avventura che però si è interrotta dopo pochi chilometri, anzi dopo poche decine di chilometri, quando il sogno di raggiungere il capoluogo pugliese in sella a un motorino si è scontrato con la dura realtà del Codice della Strada e con l'implacabile attività di controllo della Polizia Stradale.
Domenica mattina, un cittadino straniero di 43 anni ha infatti deciso di lanciarsi in questa impegnativa impresa, ma il suo piano è sfumato quasi subito sul tratto appenninico della A1 Bologna-Firenze, dove è stato intercettato e fermato dagli agenti, rimediando una sanzione salatissima che si avvicina ai mille euro.
La segnalazione della centrale operativa e l'intervento sul posto
Tutto ha avuto inizio dalla Centrale Operativa di Firenze, che ha notato qualcosa di decisamente anomalo scorrendo le immagini dei propri sistemi di sorveglianza: un ciclomotore che viaggiava in autostrada, un'immagine tanto insolita quanto pericolosa, appena dopo il casello di Sasso Marconi in direzione sud.
Immediata è scattata la segnalazione ai colleghi bolognesi, i quali hanno allertato la pattuglia della Sottosezione Polizia Stradale di Pian del Voglio, già impegnata in quel frangente nel monitoraggio della viabilità, resa particolarmente intensa dall'inizio dell'esodo estivo che in quel weekend di luglio aveva già portato migliaia di automobilisti sulle strade italiane.
La pattuglia, una volta ricevuta la soffiata, si è messa in movimento per intercettare il fuggitivo, riuscendo a fermarlo senza particolari problemi sul tratto appenninico, dove la presenza di mezzi lenti in corsia rappresenta un rischio concreto per la sicurezza di tutti.
La giustificazione del conducente e le violazioni contestate
Quando gli agenti hanno affiancato il motorino e hanno intimato l'alt al conducente, quest'ultimo non ha potuto fare altro che fermarsi e, con una schiettezza che ha sorpreso gli stessi poliziotti, ha candidamente spiegato il motivo della sua folle corsa: "Sto andando a Bari", avrebbe dichiarato, come se percorrere in motorino l'autostrada che collega Bologna al capoluogo emiliano fosse la scelta più naturale del mondo.
L'uomo, peraltro, era riuscito a eludere i controlli al casello di Sasso Marconi semplicemente aggirando la sbarra, un gesto che gli ha permesso di immettersi sulla carreggiata autostradale senza pagare il pedaggio, ma che lo ha esposto a pesanti conseguenze dal punto di vista legale.
Ai poliziotti non è restato che contestargli le violazioni previste dal Codice della Strada per l'accesso non consentito in autostrada ai ciclomotori, una situazione che è stata definita estremamente pericolosa sia per lui che per gli altri utenti della strada, considerata la differenza di velocità e l'imprevedibilità degli spostamenti dei veicoli a due ruote di piccola cilindrata.
I rischi della circolazione in autostrada per i ciclomotori
L'episodio, per quanto possa apparire surreale, richiama l'attenzione su un tema serio come quello della sicurezza stradale e del rispetto delle norme di circolazione, un tema che periodicamente torna alla ribalta con episodi analoghi, come quello avvenuto nei giorni scorsi lungo l'autostrada A14, dove un altro motorino era stato individuato dalla Polizia Stradale mentre percorreva la carreggiata autostradale, in una situazione di pericolo oggettivo che aveva reso necessario l'intervento immediato delle forze dell'ordine.
La circolazione dei ciclomotori, dei motocicli di cilindrata inferiore a 150 cc e dei veicoli che non possono raggiungere la velocità minima di 80 km/h è vietata in autostrada, e per una ragione molto semplice: la differenza di marcia tra questi mezzi e il resto del traffico crea condizioni di rischio elevatissime, con il pericolo concreto che un veicolo più lento venga tamponato da un'automobile o da un camion che sopraggiunge a velocità sostenuta.
Per il 43enne fermato, le sanzioni sono state particolarmente pesanti, con una multa che, complessivamente, ha superato abbondantemente i novecento euro, una cifra che probabilmente avrebbe potuto garantirgli un viaggio in treno o in autobus fino a Bari con un notevole risparmio e, soprattutto, con molta più sicurezza.
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