Pnrr, Italia e Spagna tra i maggiori beneficiari

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Secondo un recente studio della Banca Centrale Europea, l'Italia e la Spagna emergono come i principali beneficiari del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), con un impatto significativo sul Pil di entrambi i Paesi. La spesa finanziata dal Recovery and Resilience Facility (Rrf), il meccanismo europeo alla base del Pnrr, potrebbe contribuire ad un aumento del Pil dell'area euro tra lo 0,3% e lo 0,8% entro il 2026, e tra lo 0,2% e lo 0,6% entro il 2031. Tuttavia, l'Italia, che è il principale beneficiario delle risorse Ue in termini di crescita, potrebbe vedere un beneficio fino all'1,9% di Pil in più da qui al 2026, superando gli altri Paesi Ue.

Nonostante queste previsioni ottimistiche, la Bce ha lanciato un allarme sui tempi di realizzazione del Pnrr, sottolineando che solo il 18% dei progetti è stato completato finora. Questo ritardo potrebbe compromettere i benefici attesi, soprattutto se i fondi non saranno spesi in maniera produttiva. Il neo ministro Tommaso Foti, che ha ereditato la delega al Pnrr da Raffaele Fitto, ha espresso preoccupazione per la complessità della sfida, riconoscendo l'importanza di dimostrare la propria capacità di gestione.

Il Pnrr, nato come una promessa per ridare slancio alle grandi opere italiane e colmare i divari territoriali, si trova ora di fronte a numerose difficoltà. Da 126 a 82 miliardi, il Pnrr ha subito tagli significativi, riducendo le risorse e le ambizioni iniziali. Il Sud Italia, in particolare, rimane indietro, con cantieri fermi e una trasparenza che vacilla. I numeri e i fatti raccolti da Openpolis raccontano una storia molto meno entusiasmante rispetto alle aspettative iniziali.

Sebbene il Pnrr rappresenti una grande opportunità per l'Italia e la Spagna, la sua realizzazione richiede un impegno costante e una gestione efficiente delle risorse disponibili.

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