Tagli alla sanità, Schillaci smentisce e denuncia la strumentalizzazione dei dati
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Redazione Interno
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Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha recentemente preso posizione contro la diffusione di dati non verificati e la strumentalizzazione propagandistica di casi isolati, definendoli un grave danno per il settore sanitario. Schillaci ha sottolineato con fermezza che, dall'insediamento del Governo Meloni, non è stato effettuato alcun taglio alla sanità pubblica. Al contrario, ha evidenziato come il governo stia portando avanti un intenso lavoro di riforma per rafforzare un settore che ha subito anni di depauperamento.
Nel contesto di queste dichiarazioni, si inserisce il caso di Olinto Caliceti, un settantottenne di Casalgrande, la cui operazione chirurgica è stata rimandata a causa di uno sciopero nazionale del personale sanitario. Caliceti, affetto da una grave malattia in progressione, si è trovato costretto a rinviare l'intervento necessario, mentre medici e infermieri protestavano nelle piazze contro una manovra ritenuta priva di risorse sufficienti per salvare il Servizio sanitario nazionale e i suoi professionisti.
Il maxi sciopero dei medici, tuttavia, si è rivelato un flop da record. Nonostante le sigle sindacali coinvolte (Anaao Assomed, Cimo-Fesmed e Nursing Up) avessero parlato di un'adesione dell'85%, i dati governativi hanno riportato una partecipazione di poco più dell'1%. Questa discrepanza nei numeri è emblematica della distanza tra le posizioni dei sindacati e quelle delle istituzioni, una distanza che non è solo ideologica ma anche relativa ai metodi e agli strumenti dialettici utilizzati.
Il giorno dopo lo sciopero, la guerra delle cifre si è accesa, con i rappresentanti sindacali che denunciavano l'impossibilità di effettuare 1,6 milioni di visite, esami clinici e operazioni chirurgiche programmate a causa dell'astensione dal lavoro.




