Abderrahman Touiar, argento europeo a 16 anni: un altro gioiello nel taekwondo italiano
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Redazione Sport
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Nel taekwondo che conta, quello dei colpi perfetti e delle traiettorie millimetriche, capita a volte che il futuro irrompa senza preavviso. È successo a Monaco di Baviera, sul tatami del BMW Park, dove i Campionati Europei 2026 stanno regalando una storia destinata a lasciare il segno: Abderrahman Touiar, sedici anni appena compiuti – anche se qualche cronaca li arrotonda per eccesso a diciassette – ha conquistato la medaglia d’argento nella categoria -58 kg, regalando all’Italia la seconda gioia in due giorni dopo il bronzo di Dennis Baretta nei -68 kg. Il giovanissimo azzurro, infatti, non ha tremato nemmeno un istante, affrontando avversari di ben altra esperienza e dimostrando una maturità tecnica che farebbe invidia a molti veterani.
Un percorso netto, fermato solo in finale
L’impresa di Touiar, che si allena a Padova pur essendo originario di Dolo (Venezia), si regge su un cammino iniziato con cinque vittorie consecutive: un ruolino di marcia perfetto che lo ha proiettato nell’atto conclusivo senza mai accusare il colpo. Lì però, nell’ultimo assalto, ha incontrato Georgii Gurstiev, avversario di ben altro spessore internazionale – medaglia d’argento ai Mondiali di Baku 2023 – il quale lo ha fermato con un secco 2. Nulla da eccepire, per carità: il bielorusso ha fatto valere l’esperienza e la potenza, ma l’azzurro ha lottato ad armi pari fino all’ultimo secondo, uscendo dal torneo a testa altissima.
Sulle orme di Dell’Aquila, senza timori reverenziali
C’è poi un elemento che rende ancora più significativa questa medaglia: Touiar, infatti, ha preso il posto della stella Vito Dell’Aquila, infortunato e quindi assente dalla rassegna tedesca. Un’eredità pesante, quella del campione olimpico, che avrebbe potuto schiacciare chiunque; e invece il ragazzo di Dolo l’ha raccolta con una leggerezza sorprendente, trasformando una sostituzione d’emergenza in un’occasione di lancio. Non si parla qui di semplice promessa, ma di un talento già concreto, capace di reggere la pressione di un palcoscenico europeo senza mai mostrare il minimo cedimento nervoso.
L’Italia del taekwondo guarda avanti
Con questo argento, il medagliere azzurro ai Campionati Europei di Monaco sale a due piazze in altrettanti giorni: un segnale chiaro di come la scuola italiana – anche senza i suoi interpreti più celebri – sappia produrre atleti pronti a competere ai massimi livelli. Touiar, dal canto suo, ha ribadito ciò che molti addetti ai lavori già sospettavano: che cioè nei -58 kg è spuntato un nuovo gioiello, e che il suo futuro, stando a quanto visto sul tatami bavarese, potrà regalare altre soddisfazioni. Per ora, ci si tiene stretta l’immagine di un sedicenne che, di fronte all’Europa del taekwondo, non ha chiesto permesso: ha semplicemente combattuto.




