Milan, la qualità c’è ma cedere Reijnders sarebbe un errore. Il progetto tecnico deve venire prima
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Redazione Sport
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Nonostante una stagione fallimentare, tra contestazioni e un epilogo amaro, il Milan dimostra di avere una rosa di valore, con giocatori come Tijjani Reijnders che hanno rappresentato un raro motivo di ottimismo. L’olandese, acquistato dall’AZ Alkmaar, è stato tra i pochi a salvarsi dalle fischi della tifoseria durante l’ultima, inutile partita contro il Monza, conclusa con un 2-0 che non ha alleviato la delusione di un campionato vissuto all’ombra dell’Inter e di una Juventus altrettanto deludente.
Proprio su Reijnders, però, si addensa ora una minaccia concreta: il Manchester City, che nei prossimi giorni potrebbe presentare un’offerta ufficiale per il centrocampista. Un interesse che mette alla prova la dirigenza rossonera, chiamata a decidere se privilegiare le esigenze economiche o quelle sportive. Giorgio Furlani, amministratore delegato del club, ha cercato di smorzare le voci, dichiarando che l’obiettivo è «rinforzarsi, non indebolirsi», ma le parole potrebbero non bastare se arriverà una proposta importante.
La posizione del Milan, almeno in apparenza, sembra chiara: «Fare muro», come titola oggi La Gazzetta dello Sport. Eppure, il rischio di perdere uno dei pochi giocatori in grado di alzare il livello tecnico della squadra esiste, e sarebbe un segnale inquietante per un club che, dopo mesi di indecisione, ha finalmente scelto un direttore sportivo.
Intanto, l’atmosfera attorno al team rimane pesante. La Curva Sud, ieri, ha abbandonato lo stadio al 17’, lasciando in vista solo la coreografia con la scritta “Go home”, indirizzata a una proprietà accusata di arroganza. Un gesto plateale, che racconta meglio di qualsiasi analisi il distacco tra squadra e tifosi dopo una stagione definibile, senza mezzi termini, come fallimentare.




