Amir Rrahmani, il pilastro ritrovato del Napoli di Conte

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Esiste, a ben guardare, una squadra con e una senza Amir Rrahmani, una verità che emerge con forza cruda dalle statistiche e dal rendimento complessivo della difesa. Il centrale kosovaro, dopo aver saltato le ultime quattro partite a causa di un infortunio, è tornato disponibile per l’allenatore Antonio Conte, preparandosi alla trasferta di Marassi contro il Genoa in quello che, non a caso, viene definito il suo habitat naturale: la settimana di lavoro tipo. Durante la sua assenza, il percorso del Napoli è stato altalenante, segnato dal pareggio in Europa contro il Copenaghen, dalla vittoria in campionato con la Fiorentina e, soprattutto, dalle sconfitte interne contro la Juventus e il Chelsea, incontri nei quali la retroguardia ha mostrato crepe evidenti. In quel lasso di tempo, gli azzurri hanno collezionato ben otto gol subiti, un dato che da solo racconta l’importanza del giocatore nell’economia del reparto arretrato concepito da Conte, il quale ha ritrovato un alleato prezioso nel momento in cui il campionato entra nel vivo.

I numeri che non mentono

Quello di Rrahmani, che mancava dai primi di gennaio quando la sua prestazione fu fondamentale per la netta vittoria sulla Lazio, non può considerarsi un semplice rientro. I numeri, i quali spesso custodiscono verità meno appariscenti ma più profonde, dipingono un quadro impressionante della sua influenza in campo. La differenza tra il Napoli con lui in formazione e quello costretto a farne a meno risulta lampante, quasi si trattasse di due entità distinte per solidità e compattezza. Le ultime quattro gare, come detto, hanno esposto una fragilità inusuale, un dettaglio non trascurabile per una squadra che ambisce a lottare per obiettivi importanti su più fronti e che ora vede finalmente un pezzo chiave del suo mosaico tornare al posto giusto.

Un ritorno che vale un rinforzo

In un periodo dove il mercato è chiuso e le opzioni per potenziare l’organico sono venute meno, il recupero di un elemento di tale spessore assume il valore di un acquisto di prim’ordine. L’infermeria, dopo mesi di affollamento, comincia lentamente a svuotarsi, permettendo un deflusso ordinato di giocatori verso il campo. Rrahmani è il primo di quelli che, per importanza e ruolo, possono essere considerati veri e propri rinforzi interni, dei “mostri” – per usare un’espressione del gergo calcistico – che tornano a disposizione. La sua presenza non risolve certo tutti i problemi, ma restituisce al tecnico un punto di riferimento imprescindibile nella fase di non possesso, qualcuno la cui autorevolezza e lettura del gioco erano state pesantemente rimpiante nella delicata sequenza di incontri appena trascorsa.

La difesa ritrova il suo perno

La preparazione della sfida al Genoa si è dunque svolta all’insegna di questo ritorno, un elemento di stabilità per un gruppo che cerca di rilanciarsi in campionato dopo le battute d’arresto. Conte, noto per la sua attenzione maniacale agli aspetti difensivi e alla geometria del reparto, ha potuto finalmente ricostruire il duo centrale ideale, fondamento di qualsiasi progetto ambizioso. Mentre per altri, come Politano, il recupero rimane un tentativo all’ultimo minuto, per Rrahmani il via è libero: il suo nome è scritto nel posto che gli spetta di diritto, al centro di una difesa che senza di lui ha mostrato di soffrire più del previsto. La sua statura, dentro e fuori dall’area di rigore, rappresenta un baluardo la cui assenza ha lasciato un segno tangibile nei risultati e nei gol incassati, un dato di fatto che ora il Napoli spera di poter archiviare.

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